Israele. Barak tratta ma il gruppo laburista si spacca
22 Marzo 2009
di Redazione
Il ministro della Difesa uscente e leader laburista israeliano, Ehud Barak, ha designato oggi un team di negoziatori incaricato di trattare l’ingresso del partito nel governo a maggioranza di destra che il capofila del Likud (nazionalista) e premier incaricato, Benyamin Netanyahu, si accinge a formare.
Una mossa che rappresenta un passo avanti nell’avvicinamento di Barak a Netanyahu, ma che la maggioranza del gruppo parlamentare laburista ha subito sconfessato, confermando una spaccatura difficile da ricucire nel Comitato Centrale fissato per martedì 24.
Il team sarà composto dal leader sindacale Ofer Eini e da altri due esponenti favorevoli alla linea di Barak. Loro compito sarà quello di far valere "alcune nostre richieste economiche e sociali, oltre che di linea politica" in vista di una possibile intesa, ha detto Barak, ripetendo che il Paese "ha bisogno di un governo d’unità, non di un governo risicato di sole destre", e auspicando la successiva adesione anche dei centristi di Kadima di Tzipi Livni. Ma se Livni resta per ora ferma nel "no" al progetto Netanyahu, anche nel Labour c’è chi non è d’accordo.
Sette dei 13 deputati del gruppo laburista alla Knesset hanno accusato il leader d’aver "violato le regole democratiche" avviando i negoziati senza un mandato collegiale e prima della riunione interna di martedì, in modo da cercare di "mettere il Comitato Centrale dinanzi al fatto compiuto". E hanno avvertito che se il CC lo metterà in minoranza, Barak potrà accogliere l’offerta di Netanyahu (mantenendo la Difesa) solo lasciando la leadership di partito e "a titolo personale". Un po’ come fece Moshe Dayan negli anni ’70, accettando gli Esteri nel governo di destra di Menachem Begin.
