Israele critica rapporto Aiea: “Omessa ambizione nucleare Iran”

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Israele critica rapporto Aiea: “Omessa ambizione nucleare Iran”

16 Novembre 2007

Israele ha dichiarato di essere deluso che il rapporto dell’Aiea (Agenzia
internazionale per l’energia atomica) non “abbia esposto”
l’ambizione di Teheran di dotarsi dell’arma nucleare.

“Questo rapporto omette di esporre le intenzioni del
presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad che sono ben note all’Aiea e al suo
presidente Mohamed ElBaradei”, ha dichiarato il vice ministro degli Esteri israeliano, Mjalli Wahbeh, che
ha poi aggiunto “ElBaradei si rende conto che la cooperazione
dell’Iran è selettiva e sa che l’Iran vuole continuare ad arricchire
uranio”.

“Ogni termine supplementare accordato dalla Comunità internazionale
all’Iran gli darà più tempo per sviluppare una bomba. La comunità
internazionale deve agire per costringere l’Iran a interrompere il suo
programma nucleare e a piegarsi alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza”,
ha proseguito Wahbeh.

L’Aiea ha ritenuto nel suo rapporto pubblicato ieri che l’Iran abbia fatto
“progressi sostanziali” per chiarire la natura e la dimensione
del suo controverso programma nucleare, ma questo è ancora ritenuto
insufficiente.

 “Tuttavia la sua cooperazione è stata reattiva piuttosto
che dinamica”, ha ritenuto l’Aiea, che si è rammaricata che la
repubblica islamica non abbia preso sufficienti iniziative.

Israele e molti Paesi occidentali, gli Stati Uniti in testa, sospettano che l’Iran voglia entrare in possesso
dell’arma nucleare sotto la responsabilità dello sviluppo del suo programma
nucleare civile, ciò che Teheran smentisce.

Secondo Wahbeh, “il mondo deve inasprire le sanzioni contro l’Iran e non accettare la sua
cooperazione selettiva”.

I cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza hanno deciso che una terza
risoluzione che impone sanzioni a Teheran sia sottoposta all’approvazione del
Consiglio se la relazione di ElBaradei e quella che deve presentare a fine
novembre l’Alto responsabile per la politica estera e di sicurezza dell’Unione
europea Javier Solana “non contenessero un giudizio positivo sui loro
sforzi”.

Wahbeh si è unito al coro di quanti, in Israele, invocano le dimissioni di
ElBaradei, accusato di essere troppo accondiscendente nei confronti di Teheran.

 “ElBaradei nasconde la sua testa sotto la sabbia ed espone così il Medio Oriente e il
mondo intero a una reale minaccia. Questo solleva numerosi problemi”, ha
affermato Wahbeh.

Il 10 novembre, il vice primo ministro israeliano, Shaoul Mofaz, ha dichiarato
che tutte le opzioni sono “sul tavolo” per fermare il programma
nucleare iraniano e ha ventilato
l’ipotesi di un ricorso alla forza.

 “La strategia attualmente è quella di una strategia di sanzioni, di un fronte unito
di molte nazioni in questo contesto e della dichiarazione inequivocabile che
tutte le opzioni sono sul tavolo”, ha dichiarato, aggiungendo, “ritengo,
come altri, che l’opzione di un ricorso alla forza sia l’ultimo ricorso”.

Secondo esperti stranieri, Israele, che ha rifiutato di firmare il Trattato di
non proliferazione sulle armi nucleari (Tnp), dispone di almeno 200 testate
nucleari, di missili di lunga gittata e di sommergibili che possono sparare
missili balistici.