Istat. Alcol: 13,5 milioni di persone bevono fuori pasto, c’è allarme giovani

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Istat. Alcol: 13,5 milioni di persone bevono fuori pasto, c’è allarme giovani

23 Aprile 2009

Aumenta il consumo di alcolici fuori pasto fra gli adolescenti. In dieci anni, dal 1998 al 2008, per quanto riguarda l’uso di di alcolici nella fascia di età fra i 14 e 17 anni si è passati, per i maschi, dal 12,6% al 18,7% e per le femmine dal 15,2% al 22,7%. È una delle novità del rapporto dell’Istat sull’uso ed abuso di alcol in Italia, diffuso oggi, in cui si sottolinea che nel decennio interessato la quota di consumatori di bevande alcoliche è sostanzialmente stabile, intorno al 70%.

L’abitudine di consumare fuori pasto riguarda 13 milioni 500 mila persone. Lo fa un uomo su due (46,2%) mentre per le donne la proporzione scende ad una su 4 (26,8%). Fra i giovani si sta consolidando poi un modello di consumo di tipo nord europeo, basato principalmente su occasioni di consumo fuori pasto, il "binge drinking" (più di sei bevande alcoliche in un’unica occasione). Secondo l’Istat sono quasi otto milioni e mezzo gli italiani a rischio alcol, che bevono più di tre unità alcoliche al giorno (per gli uomini) e più di due (per le donne), secondo il rapporto Istat 2008 su Uso e abuso di Alcol in Italia.

Per valutare il grado di rischio connesso all’assunzione di bevande alcoliche l’analisi prende in considerazione il consumo giornaliero non moderato di vino, birra o altri alcolici, e gli episodi di ubriacatura concentrati in singole occasioni (binge drinking), che comportano comunque un assunzione di quantità eccessive di alcol. Nel 2008 gli italiani con almeno un comportamento a rischio (consumo giornaliero non moderato o binge drinking) sono 8 milioni e 449 mila, di cui 6 milioni e 531 mila maschi (25,5%), mentre le femmine sono 1 milione 910 mila persone (7%). Se nell’indicatore di rischio si comprende anche l’assunzione di alcolici fuori pasto una o più volte la settimana il numero di persone con almeno un comportamento a rischio salirebbe a 9 milioni e 868 mila, pari al 18,6% della popolazione di 11 anni e più. Di questi 906 mila in età 18-24 anni, 658 mila minori e 3 milioni e 103 mila anziani.

Esistono grandi differenze tra i due indicatori che si concentrerebbero maggiormente tra i giovani e gli adulti. Le fasce di popolazione in cui i comportamenti a rischio sono più diffusi sono gli anziani di 65 anni e più (il 46% degli uomini contro l’11,2% delle donne), per un totale di 3 milioni 37 mila; e i giovani di 18-24 anni (il 23,7% dei maschi e 6,8% delle femmine), per un totale di 643 mila; i minori di 11-17 anni (il 18,2% dei maschi e il 12,2% delle femmine), pari a 635 mila persone.

Il modello di consumo degli anziani, si legge nel rapporto Istat, è di tipo essenzialmente tradizionale, caratterizzato cioè dal bere vino durante i pasti. Per questo motivo, in queste fasce di popolazione il tipo di comportamento a rischio prevalente è pressoché coincidente con un consumo giornaliero non moderato (45% degli uomini e 10,6% delle donne), soprattutto durante il pasto (64,6% degli uomini e 84,1% delle donne).

Molto diverso è il caso dei giovani tra 18 e 24 anni che rappresentano il segmento di popolazione, dopo gli anziani, in cui la diffusione di comportamenti a rischio è più alta. L’OMS raccomanda la totale astensione dal consumo di alcol fino ai 15 anni. Per questo motivo, per i minori di 11-15 anni viene considerato come comportamento a rischio già il consumo di una sola bevanda alcolica durante l’anno. In quest’ottica, le quote di popolazione a rischio sono molto rilevanti e con differenze di genere meno evidenti che nel resto della popolazione: 19,7% dei maschi e 15,3% delle femmine.

A questo proposito è significativo un dato: l’abitudine al consumo non moderato di bevande alcoliche da parte dei genitori sembra influenzare il comportamento dei figli. Infatti, è potenzialmente a rischio il 22,7% dei ragazzi di 11-17 anni che vivono in famiglie dove almeno un genitore adotta comportamenti a rischio nel consumo di bevande alcoliche. Tale quota, invece, scende al 15% tra i giovani che vivono con genitori che non bevono o che comunque bevono in maniera moderata.