Istat. Disoccupazione giovanile da record: a maggio al 29,2%

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Istat. Disoccupazione giovanile da record: a maggio al 29,2%

02 Luglio 2010

Il tasso di disoccupazione giovanile si è attestato al 29,2% a maggio scorso, con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,7 punti percentuali rispetto a maggio 2009. Lo stima l’Istat. Si tratta del dato più elevato dall’inizio delle serie storiche, ovvero dal 2004.

"L’invarianza sostanziale del tasso di disoccupazione stimato dall’Istat e l’arretramento di quei pur timidi segnali di aumento dell’occupazione registrati invece ad aprile confermano tutta l’instabilità che la crisi ha scaricato sulle dinamiche del mercato del lavoro che, nonostante la tenuta del sistema degli ammortizzatori sociali, anche integrato da misure di politiche attive, non riesce ad intercettare e consolidare le opportunità di recupero". Il segretario confederale della Cisl Giorgio Santini commenta così, in una nota, i dati diffusi oggi dall’Istat sull’occupazione. «In questo quadro, il prezzo che, specie nel Sud, stanno pagando i giovani, in particolare, e le donne, non è più sostenibile la dinamica crescente dei relativi tassi di disoccupazione (29,2% e 10,1%) impone interventi urgenti da mettere in campo con il contributo responsabile di tutti i soggetti istituzionali e le parti sociali", sottolinea.

"Occorre, da un lato, garantire la prosecuzione ed il rafforzamento delle misure per il sostegno al reddito, per fermare l’erosione dei posti di lavoro e salvaguardare i siti ancora produttivi, e dall’altro – precisa il segretario confederale – moltiplicare le misure e le opportunità di inserimento e reinserimento nel mercato, in particolare delle fasce deboli, utilizzando la leva della formazione per rafforzare le competenze delle persone e dei lavoratori per l’occupabilità e in ragione degli effettivi fabbisogni del sistema produttivo".

"Abbiamo già degli strumenti – conclude il sindacalista – si pensi all’apprendistato, che, opportunamente adeguati, potrebbero dare un concreto impulso all’inserimento occupazionale dei giovani. Per questo torniamo a chiedere con urgenza, al Governo e alle Regioni, di dare priorità a questo tema in una "agenda per il lavoro" per condividere, facendo ognuno la propria parte, i capisaldi di una strategia efficace per l’occupabilità e l’inclusione".