Italia-Lega Araba: Moussa a Roma da Prodi e D’alema

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Italia-Lega Araba: Moussa a Roma da Prodi e D’alema

Italia-Lega Araba: Moussa a Roma da Prodi e D’alema

28 Febbraio 2008

Il Presidente del Consiglio dimissionario
Romano Prodi ha incontrato ieri sera a palazzo Chigi il
segretario generale della Lega araba Amr Moussa. Il diplomatico
egiziano stamattina sarà ricevuto anche alla Farnesina da Massimo
D’Alema.

Moussa firmerà un memorandum d’intesa tra l’Italia e la
Lega Araba che favorirà “consultazioni più strutturate” fra il
governo e l’organizzazione internazionale che riunisce 22 paesi,
come riferiscono fonti del ministero degli Esteri.

L’intenzione del governo dimissionario è quella di arrivare ad
“almeno un incontro annuale a livello ministeriale”. E in
quest’ottica, l’ambasciatore italiano al Cairo servirà da
‘ufficiale di collegamento’ con la Lega degli stati arabi.
L'”importanza” dell’iniziativa, come ha fatto notare a più
riprese il portavoce della Farnesina Pasquale Ferrara, è
dimostrata anche dal fatto che per il momento hanno rapporti di
questo tipo con la Lega araba “solo pochi paesi, tra cui la
Russia, la Cina e la Turchia”. All’interno dell’Unione Europea,
al di là di un accordo che c’è con Malta, “l’Italia è il primo
paese” con cui la Lega Araba vanta una simile intesa.

La visita del numero uno della Lega Araba a Roma era già in
agenda per lo scorso 16 gennaio, ma fu poi rinviata perché Moussa
è impegnato ormai da settimane in un intenso sforzo di mediazione
fra le fazioni libanesi per superare l’attuale crisi
istituzionale. D’Alema aveva scritto a Moussa per “incoraggiarlo
e felicitarsi della presa posizione della Lega Araba in relazione
alla crisi libanese” dopo che l’organizzazione ha approvato, il
mese scorso, un piano in tre punti per il Libano che prevede:
elezione del generale Michel Suleiman a presidente della
Repubblica, formazione di un governo di unità nazionale e riforma
elettorale.

La situazione nel paese dei Cedri, però, non dà segni di
miglioramento: questa settimana il voto per la scelta del capo di
stato è stato rinviato, per la quindicesima volta, all’11 marzo
per la mancanza di un accordo politico fra maggioranza e
opposizione.