Jobs act, Sacconi: governo a rischio su decreti delegati
18 Dicembre 2014
di Redazione
"Il decreto delegato dedicato al contratto a tutele crescenti deve necessariamente corrispondere alle aspettative delle istituzioni internazionali e degli imprenditori italiani, nel senso che esso deve contenere norme semplici e certe sulla risoluzione del rapporto di lavoro. Ciò significa, coerentemente con i principi di delega, affermare la regola dell’indennizzo e del risarcimento limitando la reintegrazione ai soli casi del licenziamento discriminatorio o infamante". Lo dice il presidente dei Senatori di Area Popolare (Ncd-Udc), Maurizio Sacconi.
"Qualora invece dovesse esserci una più ampia individuazione di fattispecie sottoposte alla sola reintegrazione verrebbe meno – sostiene Sacconi – tutta l’attesa positiva che il jobs act ha suscitato, così come troverebbe conferma lo scetticismo di quei molti che hanno continuato a ritenere che in Italia i cambiamenti sono sempre solo annunciati e poi non realizzati".
"Senza esagerare, su questo decreto il governo – afferma Sacconi – è a rischio e non solo perché i ministri dell’Area popolare farebbero valere le loro ragioni ma perché verrebbe meno l’atto di fiducia della Commissione europea nei confronti del percorso riformatore italiano". "Per quanto mi riguarda non esiterò ad esprimere le mie convinzioni di fronte a soluzioni pasticciate e retromarce proprio perché convinto dei loro disastrosi effetti" conclude il capogruppo di Area Popolare, nuovo nome del gruppo Ncd.
