Kazakistan,D’Alema: “Presto accordo Eni”

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Kazakistan,D’Alema: “Presto accordo Eni”

10 Settembre 2007

Italia e Kazakistan intendono concludere rapidamente il
negoziato sul giacimento petrolifero di Kashagan. Il ministro degli Esteri,
Massimo D’Alema, vorrebbe veder chiuse le trattative prima del viaggio del
presidente del Consiglio nel Paese, previsto per ottobre.

D’Alema ha inoltre annunciato che l’amministratore di Eni,
Paolo Scaroni, sarà domani in Kazakistan per lavorare ai negoziati. Eni è capofila
del consorzio internazionale impegnato nello sviluppo del giacimento
petrolifero di Kashagan per il quale il governo kazako ha chiesto una revisione
delle condizioni.

“Speriamo che il negoziato si sblocchi prima. L’ad di Eni è
atteso per domani [ad Astana]. Il negoziato quindi avverrrà molto prima del
viaggio di Prodi. Ma certamente il fatto che ci sarà il viaggio di Prodi è
utile”, ha dichiarato il ministro degli Esteri a margine di una conferenza
stampa alla Farnesina.

In una nota della Farnesina si spiega che D’Alema e il
viceministro degli Esteri del Kazakistan, Nurlan Ermekbayev, oggi si sono
incontrati per discutere della vicenda del Kashagan a margine alla Conferenza
Internazionale sull’Asia centrale. Entrambi hanno espresso “il comune auspicio
che possano essere rapidamente risolte le questioni relative allo sfruttamento
del giacimento di Kashagan”.

Nel corso del convegno Ermekbayev aveva aggiunto: “Mi auguro
che Prodi venga nel nostro paese in ottobre”.

D’Alema e Ermekbayev hanno poi esaminato le prospettive “di
ulteriore approfondimento delle relazioni bilaterali, anche in vista della
prossima visita in Kazakhstan del Presidente Prodi”.

Stamani, alla Farnesina, Ermekbayev ha detto che si
conosceranno presto i risultati del negoziato sul giacimento, aggiungendo che: “C’è
un gruppo di lavoro che ci sta lavorando. Presto conosceremo i risultati del
negoziato”.

Da agosto è in corso un contenzioso fra il governo kazako e
il consorzio guidato da Eni. Le autorità del Karzakistan hanno ordinato al
consorzio di sospendere i lavori parlando di ritardi e chiedendo ai primi di
settembre un risarcimento di oltre 10 miliardi di dollari. Il governo ha anche
chiesto un ruolo di primo piano per il gruppo energetico statale KazMunaiGas
nello sviluppo del giacimento. Si sta svolgendo adesso una trattativa per
risolvere la controversia.