Kenia: continuano le violenze malgrado Kofi Annan
28 Gennaio 2008
di Redazione
Non si arresta la spirale di violenza esplosa dopo le contestate elezioni
presidenziali dello scorso 27 dicembre.
Il bilancio ufficiale parla di oltre 800
morti per gli scontri tra tribù rivali che sostengono il presidente in carica,
Mwai Kibaki, e il suo oppositore, Raila Odinga, leader del partito ‘Orange
domocratico movement’ (Odm). Anche oggi centinaia di persone sono scese in
piazza nella capitale Nairobi armate di machete, bastoni e pietre ma la polizia
è riuscita a disperdere i due gruppi rivali sparando colpi in aria. Nella cittÃ
occidentale di Kisumu diverse case sono state date alle fiamme, mentre ieri
quattordici persone sono state bruciate vive nelle loro abitazioni durante
violenti scontri etnici a Naivasha, nell’ovest del Kenya portando a 130 il
bilancio delle vittime, da giovedì scorso, nella provincia della Rift Valley. Il
Kenya, uno dei Paesi africani politicamente più stabili fino alla fine dello
scorso anno, sta attraversando una profonda crisi nata dalla contestazione dei
risultati ufficiali delle elezioni presidenziali dello scorso 27 dicembre. Il
capo dello Stato uscente Mwai Kibaki è stato rieletto, ma il capo
dell’opposizione Raila Odinga arrivato secondo ha rivendicato la vittoria
affermando che la compilazione dei risultati sarebbe stata irregolare. Per tentare di sbloccare la situazione l’ex-segretario delle Nazioni
Unite, Kofi Annan, è stato designato mediatore dell’Unione africana (Ua) e ha
incontrato il presidente Kibaki e il suo oppositore Odinga.
(Apcom)
