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Nuove proteste in Iran

Khamenei vieta l’opposizione che ricorre alla “rivolta delle banconote”

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L'Ayatollah Khamenei, il leader supremo della Repubblica Islamica dell'Iran, ha accusato l'opposizione favorevole a una riforma del sistema di voler minare la stabilità del Paese e di aver insultato il fondatore della Repubblica, Khomeini. Le proteste dell'opposizione, secondo Khamenei, sono irrispettose - come le immagini trasmesse dalla tv di stato in cui si vedono dei "rivoltosi" che distruggono foto dello stesso Khamenei e dell'Ayatollah Khomeini, durante le proteste di piazza dello scorso 7 dicembre.

Ieri le Guardie della Rivoluzione hanno chiesto una punizione esemplare contro i dimostranti che si sono macchiati di atti eversivi come quelli appena descritti. Nel frattemo i "falchi" del clericato conservatore che tiene sotto scacco il Paese attraversano le città per denunciare i dimostranti che chiedono le riforme. Il leader dell'opposizione Moussavi ha difeso i suoi sostenitori, spiegando che nessuno di loro ha mai insultato la guida suprema della Rivoluzione. L'accusa, se mai, riguarda i brogli elettorali che hanno riportato al potere il presidente Ahmadinejad. Sempre ieri, il sito internet Kalameh - vicino alle posizioni di Moussavi - ha diffuso la notizia che il leader della opposizione potrebbe essere arrestato, chiedendo alla popolazione di scendere in piazza se dovesse verificarsi una eventualità del genere. Stasera alle 22.00 (le 19.30 in Italia) i militanti dell'Onda Verde sono pronti a salire sui tetti della città per continuare la protesta.

Il leader dell’opposizione Mousavi ha anche chiesto ai giovani iraniani di “usare l’immaginazione” per contrastare il regime di Ahmadinejad. I ragazzi dell’Onda Verde lo hanno preso in parola. Quando non sono in piazza a manifestare, gli attivisti trascorrono il loro tempo a scervellarsi per creare degli inconvenienti alle autorità. L’ultima trovata è “la rivolta delle banconote” e funziona così: si prende una banconota corrente per ‘ritoccarla’ con slogan ed immagini sgradite al regime. Come il cerotto piazzato da qualche buontempone sulla bocca dell'Ayatollah Khomeini.  

Qui di seguito trovate qualche altro esempio di questa fantasiosa forma di ribellione valutaria, che la Banca centrale dell’Iran sta cercando in tutti i modi di reprimere ritirando dalla circolazione i biglietti taroccati. Ma per adesso ogni sforzo sembra vano; grazie alla cartamoneta i militanti dell’Onda fanno sapere: “Siamo ancora qui. Il movimento Verde non si ferma”. Come ha detto Alireza, un artista e mediattivista di origini iraniane che vive a Los Angeles: “Nonostante tutto, l’Iran è un bel posto dove vivere. Non è facile perché c'è il fascismo, ma questo spinge a diventare più creativi”.

“In questo Paese solo il governo ha libertà di parola. Non credere a niente di quello che senti”

Su questa banconota, la parola “Repubblica” è stata sostituita da quella “Dittatura”, così leggiamo: “Banca centrale della Dittatura Islamica dell’Iran”

“Abbasso Khamenei. E’ un assassino e un leader illegittimo; noi iraniani non abbiamo votato per una scimmia; il Verde trionferà”

Una “V” di vittoria usata come timbro per marcare le banconote

A sinistra, l’immagine di Neda, la ragazza uccisa durante gli scontri di piazza dopo la rielezione di Ahmadinejad

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