Kosovo, D’Alema: “Piano per indipendenza può essere migliorato”

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Kosovo, D’Alema: “Piano per indipendenza può essere migliorato”

Kosovo, D’Alema: “Piano per indipendenza può essere migliorato”

06 Settembre 2007

Il piano per l’indipendenza del Kosovo può essere ancora migliorato per renderlo più digeribile da parte della Serbia. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Massimo D’Alema durante una conferenza stampa con il collega britannico David Miliband.

L’incontro tra i due ministri è avvenuto alla vigilia del vertice informale di Viana do Castelo, in Portogallo, dove i capi della diplomazia dei 27 membri dell’Unione ascolteranno la relazione del mediatore Ue per il Kosovo, il tedesco Wolfang Ischinger, il quale si è finora mostrato cauto sulle chance si raggiungere una soluzione negoziata.

“In questo momento è essenziale incoraggiare kosovari e serbi a un rinnovato negoziato… per noi è chiaro che questa intesa deve essere trovata attorno alle scelte fondamentali contenute nel pacchetto Ahtisaari, ma è anche vero che molti punti possono essere approfonditi e migliorati”, ha detto D’Alema ai giornalisti.

Il responsabile della Farnesina non ha precisato in che cosa consistano i miglioramenti, ma nelle settimane scorse ha insistito sul fatto che la minoranza serbo-kosovara debba ricevere garanzie sulla sopravvivenza dei luoghi santi ortodossi.

Il mediatore delle Nazioni Unite, Martti Ahtisaari, ha proposto l’indipendenza del Kosovo sotto la supervisione della Ue, ma questa soluzione viene osteggiata dalla Serbia, con l’appoggio della Russia.

I leader della maggioranza albanese del Kosovo hanno detto che dichiareranno l’indipendenza, se il nuovo round di negoziati con Belgrado non produrrà un risultato entro il 10 dicembre.

All’interno della Ue, Spagna, Ungheria, Grecia, Slovacchia, Romania e Cipro si oppongono al riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo senza il consenso di Belgrado – a cui la provincia fa parte nonostante sia amministrata dall’Onu.

La Ue ha in programma di lanciare una missione di “legge e ordine” in Kosovo, composta da 1.850 uomini, la più grande della sua storia, che dovrebbe rilevare dalle Nazioni Unite il controllo della sicurezza nella provincia.

Ma una spaccatura tra i 27 sul riconoscimento del Kosovo potrebbe far saltare i piani.

Per D’Alema la Ue dispone di un argomento che potrebbe incentivare la Serbia a trovare un’intesa.

“In questo momento è importante lanciare un messaggio alla Serbia, che noi vogliamo accelerare il dialogo tra l’Unione europea e la Serbia offrendo a quest’ultima la prospettiva di un’integrazione euroatlantica che le forze politiche riformatrici del paese considerano come necessaria per consolidare la loro democrazia”, ha detto D’Alema.

La questione dello status finale del Kosovo rappresenta dunque un test importante per la politica estera dell’Ue.