Home News La confusione della sinistra trascina la Chiesa nell’agone politico

La confusione della sinistra trascina la Chiesa nell’agone politico

3
1

Non è previsione difficile, purtroppo: dopo qualche mese di calma apparente, la polemica anti-clericale sta per riaccendersi. E ben presto la Chiesa si troverà, una volta ancora e con ancora più urgenza che in passato, di fronte a un bivio: cedere su principi che ritiene non negoziabili o correre il rischio di essere trascinata laddove essa non vuole andare, ovvero all’interno dell’agone politico.

Che la situazione stia per precipitare lo si è compreso già due settimane fa in Senato quando il Governo, per risolvere le sue difficoltà interne, ha posto la fiducia sul cosiddetto “decreto sicurezza”. Per la maggioranza la situazione era già sufficientemente difficile. Tutto si sarebbe potuto immaginare tranne che essa si complicasse ulteriormente la vita proponendo un emendamento attraverso il quale veniva introdotto il “reato d’omofobia”.

Con quella scelta il “politicamente corretto” ha generato il “politicamente insensato”. La giustificazione ufficiale è stata indicata nell’obbligo di recepire quanto previsto in sede europea dal Trattato di Amsterdam. Una “pezza a colore”, come si dice a Napoli, perché il Trattato di Amsterdam, in realtà, non obbliga gli stati membri dell’Unione a introdurre sanzioni penali nei propri ordinamenti e, quel che è ancora più importante, fa intendere che le discriminazioni da colpire siano quelle che s’inverano attraverso atti concreti e non attraverso l’espressione di opinioni. Almeno per una volta, l’Europa dei diritti ha dunque lasciato spazio a una possibile interpretazione liberale delle proprie imposizioni.

E’ ben difficile negare che in passato gli omosessuali siano stati oggetto di abusi, ingiustizie, violenze, che quanti hanno a cuore i diritti inviolabili della persona, a Roma così come a Teheran dove gli omosessuali continuano a essere impiccati nel silenzio della comunità internazionale, debbono esecrare e combattere. Se da ciò, però, si fa discendere la previsione di un reato d’opinione che potrebbe colpire, ad esempio, anche chi non condivide l'equiparazione del matrimonio alle unioni omosessuali, il rimedio diviene peggiore del male. Si fa concreto il rischio di concedere il crisma della legalità a forme d’intolleranza analoghe a quelle che hanno subito gli omosessuali.

D’altro canto, che l’intento di quanti hanno preteso che sul reato d’omofobia si giocasse un voto di fiducia al governo fosse innanzi tutto ideologico e, per questo, avesse poco a che fare con il cambiamento di antichi costumi e l’eliminazione di odiosi pregiudizi, è testimoniato da quanto accaduto dall’approvazione del decreto in poi. Venerdì scorso alla Camera dei Deputati, nel disegno di legge contro la violenza sessuale in cui il reato d’omofobia è stato ribadito, è stata colta l’occasione per introdurre in un testo normativo la nozione di “genere”, aprendo così la strada al superamento della rilevanza che per il nostro diritto civile e la nostra stessa Costituzione riveste la distinzione tra i sessi maschile e femminile.

A questo punto è più facile intendere la previsione iniziale: questi accadimenti torneranno a mettere in discussione il rapporto tra Chiesa e politica in Italia, anche per l’assenza di ogni tentativo serio da parte della componente cattolica della sinistra di bloccare la deriva in atto. Solo Paola Binetti ci ha  provato, in solitaria malinconia, dicendo “no” alla fiducia richiesta da Prodi (anche se subito dopo, inspiegabilmente, ha concesso il suo assenso al provvedimento). Per questo, è stata messa sotto processo all’interno del Pd. Per il resto, da parte dei vari Bobba, Carra, Baio Dossi, poco più di un aggrottar di ciglia. E, quel che è più significativo, da parte di Francesco Rutelli un preoccupante silenzio.

Si deve concludere che la diga eretta dalla Chiesa a sinistra contro la furia ideologica che rischia di abbattersi su principi per essa irrinunciabili, è crollata. Resta poco più di un antico riflesso togliattiano del quale sono portatori alcuni ex-comunisti, per educazione abituati a considerare cosa non buona che argomenti aventi a che fare con morale e religione si politicizzino. Ma si tratta di un debole bastione, incapace di respingere l’avanzata del costruttivismo antropologico di coloro i quali sono alla disperata ricerca di nuove certezze.      

Per la Chiesa italiana, a questo punto, lo spazio delle scelte si restringe. Potrà decidere di ripetere la prova di forza offerta con il Family Day. E così correrà il rischio di trovarsi sospinta come non mai verso il centro-destra dello schieramento politico. E, soprattutto, quello di vedere una parte delle sue truppe – dalla maggioranza dei sacerdoti ad alcuni movimenti ecclesiali – disertare la battaglia perché indisponibili a quell’esito politico.

Potrà, in alternativa, lasciare spazio alla tentazione sempre più forte di aiutare la nascita della “cosa bianca”: una sorta di partito unico dei cattolici, riveduto e corretto. Si farebbe così trascinare da un’illusione. Innanzitutto perché la gran parte degli elettori cattolici non vi aderirebbe. E poi perché, se la deriva ideologica della sinistra non s’inverte, un potere di blocco esterno non avrebbe esiti molto differenti di quello, inefficace, che i cattolici di sinistra hanno cercato di esercitare dall’interno. Infine, perché l’adesione dei cattolici a due differenti schieramenti ha rappresentato una evoluzione del rapporto tra Chiesa e politica nel senso della laicità che, con buona pace dei laicisti, ha concesso più libertà sia allo Stato che alla Chiesa.

Sarebbe un peccato ritornare indietro. Farlo comprendere agli anticlericali nostrani è tempo perso. Non resta che il debole tentativo d’appellarsi a teodem e dintorni: non basta più battersi il petto né limitarsi a predicare bene. Se non volete sentirvi presto stranieri in casa vostra e costringere la Chiesa a fare ciò che non vorrebbe, dovete porre ai vostri alleati dei limiti non valicabili. Anche se le conseguenze politiche possono essere serie e qualche volta vi troverete a votare con il centro-destra che per voi è il “diavolo”, sappiate che anche di tali sofferenze è lastricata la via del paradiso.

  •  
  •  

3 COMMENTS

  1. confusione della sinistra e Chiesa
    Pezzo magistrale, che mostra come sia esaurito lo spazio dei tatticismi, dei quali è lastricata la via dell’inferno. Scelte nette si impongono, anche se politicamente scorrette.

  2. Fallo capire ai catolici adulti….
    Nulla da dire sul pezzo del Senatore Quagliariello. Ma ci sono due problemi, uno per parte. A sinistra, bisogna far capire a chi si professa cattolico che la fede non è richiudibile in alcun modo nel “privato” (facile modo per salvare contemporaneamente faccia e poltrona…) ma permea ogni ambito della vita di un vero cattolico, nel pubblico e nel privato. A destra però dobbiamo essere certi che questi “valori non negoziabili” siano davvero nel cuore delle persone che ci rappresentano in parlamento, e non servano solo da spot elettorale o sporadica presenza al family day. Ad esempio sulla difesa della vita o sul matrimonio omosessuale, che si dice nel “popolo della libertà?” Roberto Corsi ha scritto “scelte nette si impongono”. Si, ma da ambo le parti…
    Confido nel Senatore Quagliariello e nel “manifesto dei valori” che pare sia in preparazione nelle sue mani!
    Per ora, un altro Rocco Buttiglione che ha rinunciato alla poltrona per difendere le sue idee non si è ancora visto.

  3. La Chiesa “costretta” a ritornare nell’agone politico?
    In questo quadro “desolante” che dà per scontato il voto positivo dei cattocomunisti al senato, trovo interessante e nel contempo “suicida”, lo scenario politico che si aprirebbe qualora al Senato, con la trappola della L. finanziaria, essi baratterebbero la poltrona con l’assassinio dell’etica pubblica.
    Sarebbe così miope il Capo dello Stato da far passare una norma spuria (per una L. Finanziaria) e palesemente anticostituzionale quale la nozione di “genere”, che potrebbe aprire la strada all’ininzluenza della distinzione tra i sessi maschile e femminile?
    Se così fosse cadrebbe l’ultima barriera di difesa della famiglia naturale e dei figli ancora presente nel Vecchio Continente.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here