La devozione dei teodem per San Walter

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La devozione dei teodem per San Walter

25 Giugno 2007

L’autorevolezza della candidatura di Walter Veltroni alla guida del Partito Democratico costringe molti protagonisti a ridimensionare le proprie ambizioni. Considerato l’indice di gradimento del sindaco di Roma espresso dai sondaggi, gli aspiranti outsider si vanno assottigliando. Individuato in un diessino il deus ex machina, resta da capire come si porranno quanti hanno posto finora la linea del Piave nella difesa dell’identità cattolica.
Due fra i più autorevoli di essi hanno già manifestato la loro posizione.

Paola Binetti rinuncia a correre contro Veltroni ma sente “il bisogno di presentare una lista che esprima i valori cattolici. Non regaliamoli alla destra”. Colpisce, in un personaggio di tale caratura, il linguaggio da bar sport. Che vuol dire, regalare voti cattolici alle destra?

Il ministro Giuseppe Fioroni, luogotenente di Franco Marini, invece della lista lancia la corrente cattolica. Per impedire che il Partito democratico diventi “il partito del relativismo, dell’edonismo, del singolo e dei suoi bisogni. Allora i cattolici si sentirebbero ospiti”. E, in positivo, signor ministro? Ecco la riposta fornita al Corriere della Sera: “La Chiesa è per noi, come diceva Paolo VI, mater et magistra, cioè riferimento certo perché maestra di umanità ma non è quella che ci dà la linea politica”.

L’attribuzione della Mater et Magistra a Paolo VI invece che a Giovanni XXIII non denota una grande padronanza della materia. Qualcuno potrebbe dubitare sulla solidità delle barricate promesse. E qualche altro, mattacchione, potrebbe rispondere al ministro, sempre in latino: ne sutor ultra crepidam. Traduzione quasi letterale: ciabattino, parla di scarpe. (R.C.)