La Germania ha già scoperto i limiti delle intercettazioni

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

La Germania ha già scoperto i limiti delle intercettazioni

Pubblichiamo un paper del Max Planck Institut sul regime delle intercettazioni in Germania. Il testo, che risale al 2007, evidenzia come a fronte di un aumento delle intercettazioni solo una parte di esse ha poi avuto successo da un punto di vista processuale. Un risultato relativamente deludente visti anche i costi molto dispendiosi di questi mezzi di prova. Leggi anche: La disciplina delle intercettazioni in Germania dopo la riforma del 2007, e ancora Europa intercettata.  

Le intercettazioni rappresentano alcune delle più importanti e segrete misure di indagine. In uno studio sono state analizzate sia le intercettazioni secondo i paragrafi 100a e 100b del Codice di Procedura Penale (l’articolo fa riferimento al Codice di procedura penale tedesco, ndr) sia i controlli acustici nelle abitazioni secondo i paragrafi 100c I Nr. 3 sempre del Codice di Procedura Penale. Nella ricerca qui presentata, sono stati analizzati gli atti di 611 procedimenti penali dal 1998 e sono stati intervistati circa 6000 professionisti. 

La sorveglianza del traffico telefonico. A causa del costante conflitto tra la difesa dei diritti fondamentali e della persona e del segreto delle telecomunicazioni da una parte e della necessità di un’accusa efficiente dall’altra, il gruppo di ricerca in Criminologia del Max-Planck-Institut, nell’ambito del Diritto penale comparato ed internazionale, ha realizzato un’ampia ricerca sulla realtà del diritto ed efficienza del controllo delle intercettazioni secondo i paragrafi 100a e 100b del Codice di Procedura Penale e altre segrete misure di indagine. Gli obiettivi principali dello studio si basano sull’analisi dell’estensione delle intercettazioni confrontata con la frequenza del loro utilizzo, con la scadenza e la durata del controllo. Accanto a ciò vengono considerate le possibilità di influenza da parte della polizia dell’avvocatura di stato e del magistrato inquirente nella decisione finale. Vengono così tematizzati i problemi legati allo sviluppo del mercato delle telecomunicazioni, ma anche ai cambiamenti delle strutture criminali e all’adattamento dei comportamenti dei colpevoli stessi. Un ulteriore parte del presente studio è dedicato alla valutazione, per scopi di accusa, del controllo acustico nelle abitazioni. Questo strumento di controllo è diventato noto con la definizione di “intercettazioni selvagge” ed è legato ai più discussi episodi politico-criminali degli ultimi decenni.

Punto di partenza è stata l’analisi dei procedimenti con intercettazioni a partire dal 1998. Sono stati presi in considerazione gli atti di 611 procedimenti penali con 1488 accusati e 2035 ordinanze secondo i paragrafi 100a e 100b del Codice di Procedura Penale che si riferiscono a 3176 linee telefoniche. Al fine di avere un primo quadro d’insieme è stato creato un formulario inviato a circa 6000 professionisti della polizia, dell’avvocatura di stato, dei tribunali penali e degli avvocati difensori. Dopodiché sono stati intervistati 51 esperti di pratiche giuridiche (tra questi anche investigatori) sulle questioni più discusse riguardo alle intercettazioni.

La ricerca sul controllo delle abitazioni era collegata alle ricerche sulle intercettazioni e la loro attuale importanza è evidente, in particolare, prima del contesto venutosi a creare dopo la decisione del giudice costituzionale presa il 3 Marzo 2004 e che riguarda le “intercettazioni selvagge” e le intercettazioni preventive.

Aumento delle intercettazioni. In Germania, negli ultimi anni il numero delle misure di controllo secondo i paragrafi 100a e 100b della procedura penale e il numero di procedimenti con intercettazioni è costantemente aumentato. Se si considerano i dati dell’aumento della criminalità e dell’aumento del mercato delle telecomunicazioni risulta che l’aumento delle intercettazioni non può essere giustificato con l’aumento della criminalità e dell’utilizzo di questo mezzo per contrastarla. E’ comunque da rilevare una connessione tra lo sviluppo del mercato della telefonia mobile e la crescita dell’intensità del controllo.

Il controllo delle intercettazioni. Soltanto lo 0,4 per cento delle richieste effettuate da parte dall’avvocatura di stato, di procedere all’utilizzo delle intercettazioni, sono state poi respinte dal giudice per le indagini preliminari. Dalle interviste e dai risultati di un precedente studio di Backes dell’Università di Bielefeld e di un’altra ricerca, fatta da Kinzig, del Max-Plack-Institut, nell’ambito del diritto penale comparato ed internazionale, risulta evidente che il termine “informali” significa che i rigetti non documentati non hanno alcun ruolo negli atti processuali. Il 47 per cento delle risoluzioni giudiziarie o non avevano attuazione alla sussidiarietà o si accontentavano della riproduzione letterale della legge. Nel 24 per cento delle ordinanze da parte del giudice si trova la copia che l’avvocatura di stato aveva presentato.

Poliziotti, avvocati di stato e giudici si sono espressi per mantenere immutata la riserva del giudice, mentre i difensori volevano considerarla in modo estensivo. Non soltanto gli avvocati difensori, ma anche alcuni giudici, avvocati di stato e poliziotti hanno criticato i contenuti di fondatezza, attribuendo alla polizia il nucleo centrale dei lavori di motivazione ed hanno considerato i motivi della decisione presentati al giudice come troppo parziali.

Intercettati e comunicazione dell’intercettazione. Le intercettazioni sono state applicate per il 32 per cento su linee telefoniche utilizzate (esclusivamente) da terzi come intestatari o utilizzatori. Nel 38 per cento dei casi, dagli atti non si evince se terzi e colpevoli si trovino in un rapporto di reciprocità. Non è stato possibile stabilire una differenza tra colpevoli e persone contattate. Per l’estensione del controllo viene indicata soltanto una stima che è stata inserita nelle indicazioni del governo nazionale agli interessati (5764 senza referente) e in valutazioni che si deducono da 1.500.000 di interessati. Partendo dal presupposto che intestatari o utilizzatori della linea – che in media sono 2,4 colpevoli e 4,8 non colpevoli per procedimento – e da 2705 procedimenti con intercettazioni, nel 1998 risulta che 19.476 persone sono state intercettate (senza un interlocutore abituale).

Per il 15,3 per cento delle linee telefoniche, negli atti, è stato documentata la comunicazione del colpevole o dell’intestatario della connessione. In un ulteriore 10,5 per cento dei casi si evincerebbe una ulteriore acquisizione tramite un’analisi degli atti o durata negli interrogatori. Nel 6,6 per cento dei casi è stata omessa una comunicazione in considerazione del rischio di compromettere altre indagini. Per il 67.7 per cento delle linee telefoniche non era chiaro dagli atti che una qualche persona fosse stata messa a conoscenza del controllo.

(tratto dal sito della Fondazione Magna Carta)