La giustizia a orologeria non è un equivoco

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La giustizia a orologeria non è un equivoco

02 Febbraio 2011

Il 1 febbraio il ministro degli Esteri Frattini è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma. Lo scorso 27 gennaio il titolare della Farnesina aveva riferito all’Aula del Senato di aver ricevuto dal premier di Santa Lucia la conferma dell’autenticità di un documento in cui è indicato che la società offshore che acquistarono da Alleanza Nazionale l’appartamento di Montecarlo fanno capo a Giancarlo Tulliani, fratello della compagna del presidente della Camera Fini. Per la Procura, che oggi ha trasmesso gli atti al Tribunale dei Ministri, Frattini avrebbe commesso un abuso d’ufficio.

Oggi la cronista del Giornale Anna Maria Greco ha dichiarato di essersi dovuta “spogliare integralmente” di fronte ai carabinieri giunti in casa sua per una perquisizione personale. Perché? La giornalista aveva scritto un articolo dal titolo “La doppia morale della Boccassini”, nel quale raccontava dello scambio di effusioni avvenute tra la pm e un giornalista di Lotta Continua nel 1982.

In determinata coerenza con l’azione mossa contro la giornalista anche Matteo Brigandì, membro laico del Csm, è ora sotto indagine. Secondo una segnalazione ufficiale fatta dal Consiglio, infatti, sarebbe stato lui a “passare” alla giornalista dei documenti riservati che sono stati utili alla Greco per venire a conoscenza di quei fatti personali riguardanti la pm milanese.

E non bisogna andare troppo indietro con la memoria per ricordare quanto successe ad altri due giornalisti dello stesso quotidiano. Nell’ottobre 2010 le abitazioni di Alessandro Sallusti e Nicola Porro, rispettivamente direttore e vicedirettore, vennero perquisite dai carabinieri che erano alla ricerca di documenti che attestassero la presunta raccolta di un dossier riguardante il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. I decreti di perquisizione furono emessi dai pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock a seguito dell’ascolto di alcune intercettazioni telefoniche.

Nonostante tutto ciò, Berlusconi fa bene a dar retta a Napolitano quando afferma la necessità di uscire dalla “spirale delle contrapposizioni”, a Ferrara che unendosi al coro delle colombe pidielline gli dice di tornare ai contenuti della politica che riguardano i cittadini e a tutti quelli che gli dicono di riportare il dibattito politico entro un alveo di decenza e di tolleranza. Però forse, e sottolineiamo forse, seppure l’incarico affidato alla Brambilla e alla Santanchè di organizzare una manifestazione sotto la Procura di Milano sembrasse un equivoco, non sarebbe stato di certo un “grande equivoco”.