La miopia della Cgil nella lettera inviata a Sacconi

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La miopia della Cgil nella lettera inviata a Sacconi

05 Novembre 2010

Vi invitiamo a leggere la Lettera inviata il 28 ottobre al Ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, dal Segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni. Una lettura dalla quale ne ricaverà uno stimolo di riflessione, serio e responsabile, sul come sono e sul come andrebbero esercitati i diritti (e i doveri) sul mercato del lavoro da parte dei lavoratori, delle imprese e, soprattutto, dei Sindacati. Qui troverete invece il commento del nostro Daniele Cirioli.

Al Ministro Maurizio Sacconi, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Le è nota la contrarietà della CGIL a gran parte delle norme previste nel DdL n. 1441 quater F e i dubbi di costituzionalità che abbiamo e intendiamo sollevare.

Nel testo però è prevista anche una vera e propria tagliola giudiziaria dei diritti nei confronti di tutti quei lavoratori temporanei e, in genere, precari che non solo perderanno il lavoro in futuro, ma che lo hanno già perso durante questa fase di crisi.

Nello specifico, all’articolo 32 del provvedimento (decadenze e disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo determinato) si applica il termine dei 60 giorni per l’impugnativa del licenziamento ai casi di contestazione delle irregolarità nei contratti a carattere temporaneo e precario.

Si tratta di una profonda novità che confligge con una sostanziosa giurisprudenza della Corte di Cassazione e, soprattutto, con una regola di normale buonsenso: alla scadenza del contratto il lavoratore aspetterà di verificare se il contratto sarà eventualmente reiterato prima di impegnarsi in una causa per irregolarità. Ma è chiaro che, facendo ciò, incorrerebbe nella decadenza dei 60 giorni.

Il termine decadenziale introdotto dall’articolo 32 si applica poi, in assenza di una clausola di salvaguardia che mantenga i termini precedenti, anche a tutti i rapporti a tempo determinato conclusi prima dell’entrata in vigore della nuova legge: ciò significa che, trascorsi 60 giorni dalla piena operatività dell’articolo 32, non vi sarà più alcuna possibilità di contestare l’irregolarità dei menzionati contratti.

Questo comporterà due effetti entrambi negativi. Per il passato (ricordo che durante la crisi i lavoratori temporanei sono stati i maggiori espulsi dal lavoro) questi lavoratori dovranno decidere entro 60 giorni se fare causa: molti non saranno neppure in grado di conoscere in tempo questa nuova norma e decadranno dal diritto, mentre è prevedibile che le migliaia di precari che ne verranno a conoscenza saranno costretti a far comunque la causa, generando un fortissimo aumento del contenzioso. Aumento che è prevedibile anche per tutte le decadenze future, cioè l’esatto contrario di quanto il governo dichiara di perseguire.

Vi chiediamo un’immediata correzione di almeno questo punto prima dell’entrata in vigore della legge. Se invece il governo la confermerà la CGIL non potrà certo limitarsi alla denuncia e svolgerà opera di informazione e ogni atto possibile a tutelare i diritti delle tantissime persone a rischio.

La Segreteria Confederale Cgil

Fulvio Fammoni