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La NATO verso il vertice del Galles. Sfide per l’Alleanza

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Tratto da The Fielder. Il mondo è a un punto di svolta, alla pari con altre congiunture storiche come il 1914, il 1945 o il 1989. Periodi in cui sono stati definiti i termini della pace, delle relazioni di potere e le dinamiche della società internazionale per i decenni a seguire. Se il ventesimo secolo è stato localizzato sulle coste dell'oceano Atlantico, in cui gli equilibri vennero cristallizzati da un solido, rigido, meccanico equilibrio bipolare retto dalla minaccia dellamutual assured destruction, il ventunesimo sarà ricordato come il secolo asiatico. Un mondo piú competitivo, dinamico e anarchico. Thomas Friedman scrisse sul New York Times che il mondo, dalla caduta del muro di Berlino, sarebbe stato estremamente meno noioso. Lo scorso decennio ha visto un'intensa attività delle strutture militari dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (NATO). L'Alleanza ha sostenuto piú di trenta operazioni, tra cui due massive campagne aeree: Allied Force in Serbia nel 1999 e Unified Protector nei cieli libici nel 2011. Per la prima volta nella sua storia, dopo gli attacchi suicidi alle torri gemelle, uno Stato membro ha invocato la clausola di sicurezza collettiva, inaugurando la prima operazione out-of-area. Forze dell'Alleanza sono coinvolte nel contrasto alla pirateria al largo delle acque in Somalia e guidano la forza multinazionale d'assistenza alla stabilità e all'institution building in Afganistan, ora in fase di termine. Nei primi giorni di settembre, policy-maker dell'Organizzazione terranno il proprio vertice nel Galles del Sud mentre il mondo brucia.

It's the economy, stupid

Le sponde dell'Atlantico sono ancora sconvolte dallo scoppio della bolla dei mutui subprime e dalla crisi dei debiti nei Paesi dell'Europa meridionale. La maggior economia dell'eurozona e quarta a livello mondiale, la Germania, non ha registrato alcuna variazione nel suo tasso di crescita economica nello scorso trimestre. La maggior parte dei membri della NATO ha drasticamente ridotto le voci di bilancio destinate alla Difesa, nel tentativo di risanare i conti pubblici, con effetti negativi a lungo termine sulle capacità militari. La percentuale di bilancio media destinata al settore della Difesa da parte dei Paesi del Vecchio Continente è dell'1,3%, a fronte d'un impegno del 4,8% degli Stati Uniti. Estonia, Grecia e Regno Unito raggiungono l'obiettivo — finanziario e politico — previsto dalla NATO di sviluppare un settore Difesa con una spesa uguale o superiore al 2% del PIL. L'Italia raggiunge a stento la centesima parte del proprio PIL. Il Segretario Anders Fogh Rasmussen ha posto il raggiungimento del 2% medio nei Paesi membri come obiettivo politico del vertice. Taluni paesi — come Lettonia, Lituania, Romania, Polonia e Turchia — hanno iniziato a adeguarsi. Intanto, l'area asiatica, nel 2013, ha superato il livello d'investimenti economici nel settore Difesa e sicurezza dei Paesi dell'Unione europea. La potenza statunitense regge il 75% del carico fiscale. Assolutamente insostenibile nel lungo periodo.

Compagni d'armi

Le partnership sono attualmente basate s'una concezione regionalista. La NATO, nei luoghi ove interviene, si basa sulla contribuzione volontaria dei Paesi afferenti a specifiche forme di partenariato locale. Un sistema inefficiente nella globalizzazione dell'insicurezza in cui viviamo. A minacce globali bisogna rispondere globalmente. Il vertice del Gallespermetterà d'iniziare una profonda riflessione a tal proposito. L'istituzione di parametri dati dalla condivisione dei lavori, dalle capacità, dall'interoperabilità e dall'effettiva partecipazione alle operazioni di peacekeeping, cosí da creare una gerarchia di meriti, è il modo migliore per rinvigorire quest'obsolescente istituto. La politica «open door» dell'Alleanza continuerà il suo corso. Nei Balcani occidentali, il piú alto livello di cooperazione continuerà a esser conseguito col Montenegro, la cui domanda d'ammissione nei ranghi dell'Alleanza verrà vagliata entro il 2015, mentre i bosniaco-erzegovesi e i macedoni seguiranno il consueto percorso d'avvicinamento. La Georgia, nonostante il cambio di classe dirigente, usufruirà d'un Sostanziale Pacchetto di Cooperazione.

Terre di confine

Vladimir Putin, usando una complessa hybrid warfare — forze armate convenzionali, soldati d'élite, provocatori, propaganda e attacchi cibernetici —, ha annesso la Crimea, e continua a minacciare l'integrità territoriale ucraina col progetto della Novorossija («Nuova Russia»). Numerosi membri dell'Organizzazione, in primis Polonia e repubbliche baltiche, hanno comprensibili preoccupazioni per il revisionismo della Russia. Temono un Anschluss. La NATO torna alle proprie origini, alle proprie basi. In Europa orientale è tornato lo spettro d'una minaccia convenzionale. La caduta del volo malese MH17 e i suoi 298 morti hanno materializzato i fantasmi del «secolo breve». Il vertice dovrà riaprire il dialogo nel partenariato strategico con la Russia, rassicurando l'Ucraina sulla sua indipendenza. Il baricentro dell'Alleanza dovrà necessariamente essere spostato verso Est.

Una nuova «narrativa»

Nel suo ultimo discorso tenuto in qualità di Segretario di Stato, Robert Gates ha chiaramente indicato che le nuove classi dirigenti non capiscono l'importanza dell'Alleanza. Le dinamiche della guerra fredda sono considerate lontane, sorpassate; di conseguenza, anche lo strumento piú importante della sicurezza transatlantica viene percepito come un residuo arrugginito utile agli occhi di qualche recidivo cold warrior. Un'offensiva culturale per rivitalizzare il legame tra Europa e America settentrionale è necessaria. Terminare le negoziazioni per il Partenariato transatlantico per il commercio e gl'investimenti (TTIP) è la chiave. Nel prossimo futuro, il mondo si prospetta piú insicuro e pericoloso. La NATO ha bisogno d'essere piú veloce e flessibile, come scritto dalle maggiori cariche atlantiche — Rasmussen e Breedlove — sul Wall Street Journal. Le leadership del mondo libero dovranno adeguare l'Alleanza ai nostri tempi, affinché esso rimanga il formidabile elemento di forza materiale e morale che è.

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