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La sciabolata di speranza al Re Sole: “Conte rifarebbe tutto? Io non lo so…”

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Vederli tumultuosi alla Bastiglia sarà difficile, ma una silenziosa ghigliottina, trasportata da pezzi della stessa maggioranza, potrebbe pericolosamente attendere l’aspirante Re Sole da Volturara Appula, in realtà più Luigi XVI, all’uscita della fastosa Villa Pamphilj dove, novella Versailles, sono in corso gli Stati generali. Maria Antonietta, al secolo Rocco Casalino, le ha studiate tutte per far parlare d’altro: la (ridicola) risposta su twitter a Miley Cyrus, la (ancor più ridicola) rassicurazione sulla frugalità degli spuntini offerti ai convenuti, e via di queste amenità. Ma quando il gioco si fa duro il politico di razza lo riconosci subito, e l’inattesa sciabolata che dovrebbe far suonare più di un campanello d’allarme l’ha fatta vibrare un giovane ma navigato ministro fin qui assai silenzioso.

L’antefatto. Da qualche tempo il Corriere della Sera, a lungo indulgente con Giuseppi e il suo esecutivo, ha alzato il livello della critica. Soprattutto, ha scelto di dar voce alla dissidenza che fa più male: quella interna, e in particolare quella di un Pd sempre più insofferente di fronte alla strabordante vanagloria del presidente del Consiglio. Sabato il colpo di grazia: un articolo a dir poco tagliente, subito diventato virale, a firma di un gentiluomo come Antonio Polito (titolo: “Conte si sente Re Sole, ma è solo un premier per caso”), si apriva ricordando la frase forse più iconica del premier in questi duri mesi di pandemia e di lockdown: “Tornassi indietro, rifarei tutto uguale”.

Il giorno dopo, sullo stesso quotidiano, intervista a tutta pagina al ministro della Salute Roberto Speranza. Richiamo in prima: “Non so se rifarei tutto”. E alla domanda regina, quella che si mette a chiusura del colloquio (“Conte rifarebbe tutto. E lei?”), la risposta diretta: “Non lo so, sinceramente. Ci sarà modo di ragionare su tutto e lo farà con la massima serietà. Quel che è certo è che ho sempre agito avendo a cuore la salute e la vita delle persone”.

Comunque la si pensi, l’atto più politico – e politicamente più duro – delle ultime settimane. Una sciabolata di quelle che, a saperle cogliere, fanno male e dovrebbero preoccupare. Il segnale, con i toni e con i modi di una politica d’altri tempi, che ogni limite è stato oltrepassato. Forse non siamo al 1789, ma gli Stati generali sono destinati a non portare molto bene al sovrano regnante. Anche perché se il suo nuovo alleato è Matteo Renzi ha poco da “stare sereno”, e dovrebbe saperlo. A meno che Casalino non gli abbia raccontato il contrario.

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