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La sfida per le primarie del centrosinistra sarà una corsa a cinque

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Candidature annunciate, poi smentite, poi nuovamente confermate. Schermaglie tra colleghi di partito, giochi di potere e punzecchiature. Il centrosinistra molisano non tradisce le aspettative e anche in occasione della presentazione ufficiale dei candidati alle Primarie di coalizione – che si terranno a settembre – si presenta spaccato e sfilacciato in mille anime. L’appuntamento per decidere chi sfiderà l’attuale governatore, Michele Iorio, alle Regionali di novembre ci sarà al termine della pausa estiva. Fra circa due mesi: un periodo che, al di là, delle temperature atmosferiche farà registrare un clima politico bollente. I segnali ci sono già da adesso.

Saranno cinque gli sfidanti per il posto di antagonista dell’attuale presidente Iorio: dopo settimane di tentennamenti è sceso in campo ufficialmente Paolo Di Laura Frattura, presidente della Camera di Commercio di Campobasso. La sua dovrebbe essere una candidatura al di là degli schieramenti politici, l’espressione della “società civile”. Ma così non è. Piuttosto, Frattura, sembra essere stato individuato per incarnare la figura del “paciere”, un punto di equilibrio “politico” tra le diverse anime che compongono il centrosinistra molisano. Insomma, un nome necessario agli equilibri tra i partiti piuttosto che al bene degli elettori. Oltretutto, la storia personale di Di Laura Frattura lo pone lontano anni luce dalle forze politiche di cui potrebbe essere espressione nel caso in cui vincesse le primarie dell’11 settembre. Uomo di centro, con un papà candidato nel 2000 e nel 2001 con Forza Italia, non dovrebbe riuscire a convincere le frange di elettorato di centrosinistra più estreme. Che, al momento, sembrano essere quelle che in Regione godono di uno stato di salute migliore, anche rispetto al Pd.

Altro candidato è Massimo Romano, consigliere regionale di “Costruire democrazia”, ma nato e cresciuto politicamente alla corte di Antonio Di Pietro, nell’Idv. Spesso molto critico nei confronti del Pd, rappresenta l’ala giovane e vicina ai movimenti del centrosinistra. Potrebbe pagare la giovane età, sebbene sia in politica da molto tempo. Anche lui, come Frattura, non è un’espressione politica del Partito democratico. Espressione che invece rappresenta Antonio D’Ambrosio, ex consigliere regionale e esponente di spicco del centrosinistra basso molisano. Ma il suo nome non è molto sostenuto dall’attuale gruppo dirigente democratico, con pochi riscontri anche nella base del partito. Alla ricerca dell’investitura ufficiale come sfidante di Iorio c’è anche Nicola D’Ascanio, ex presidente della Provincia di Campobasso, ex pezzo grosso del Pd, transitato poi tra le fila dell’Idv. La sua gestione di Palazzo Magno, soprattutto nelle ultime battute del mandato, è stata disastrosa: è rimasto incollato alla propria poltrona, nonostante la maggioranza gli stava sfuggendo di mano ed è stato costretto a continui “acquisti” per sopravvivere. Questo l’elettorato lo ricorda e potrebbe costituire una questione decisiva nel momento della scelta.

Infine c’è Michele Petraroia. Consigliere regionale del Pd, forse l’esponente più direttamente riconducibile ai vertici del partito. Allineato su posizioni della sinistra del Pd, Petraroia è noto per le continue battaglie contro il presidente della Regione Iorio. Il quadro delle primarie, quindi, è compiuto. Ora si attende di vedere come i “magnifici cinque” affronteranno questa battaglia estiva per la candidatura. L’ipotesi più auspicabile per il centrosinistra è che anche gli sconfitti alle primarie contribuiranno poi a sostenere il vincitore contro il Pdl. Ma questo, osservando i rapporti tesi già da oggi, è più un sogno che qualcosa di reale.

 

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