Home News La verticale del potere del Presidente Putin

La verticale del potere del Presidente Putin

0
26

L’incessante lavoro di Putin per rafforzare la ”verticale del potere” politico sta arrivando alla sua conclusione logica. Il sistema partitico russo perde progressivamente l’iniziale carattere multipartitico, così che secondo i dati delle inchieste sociologiche il prossimo Parlamento potrebbe essere costituito soltanto dai rappresentanti dei due partiti. Questi sono il partito di Putin “Russia unita” che secondo gli sondaggi preelettorali può contare sul 68-70% e il “Partito Comunista della Federazione russa” che si attesta verso il 15%.

Le nuove stringenti regole elettorali che proibiscono candidati indipendenti e prevedono la registrazione soltanto dei candidati dei partiti ufficialmente riconosciuti con almeno 50mila iscritti in diverse regioni del paese e non 10mila come prima e il recente innalzamento del sbarramento dal 5% al 7% faranno sì che la Duma che verrà eletta il 2 dicembre sarà dominata dal partito del Presidente. Dato che i voti dei partiti che non superano il 7% saranno distribuiti tra i partiti vincitori, è probabile che la “Russia unita” avrà l’80% contro la debole opposizione comunista con circa 20% dei deputati. 

Nelle elezioni del 2003 l’opposizione democratica, rappresentata dal partito liberal-democratico “Unione delle Forze di Destra” e quello social-democratico “La Mela”, non è riuscita a unire le forze ed è rimasta fuori della Duma. Con la nuova barriera del 7% questi partiti non hanno più chances neanche se si mettono insieme, mentre alcuni piccoli partiti come il partito repubblicano sono stati sciolti perché secondo le nuove regole non hanno abbastanza appoggio. Addirittura il Partito Liberal-democratico di Zhirinovsky che in barba al suo nome rappresenta le correnti xenofobe e aggressive della società sembra essere arrivato al suo tramonto.

Inoltre, si è rapidamente sgonfiato il nuovo partito “Russia giusta” organizzato con la tacita benedizione del Cremlino proprio per contrastare l’influenza del partito comunista. Dopo che due settimane fa Putin  aveva dichiarato che sarebbe diventato il numero uno della lista dei candidati della “Russia unita” è cominciato un rapido spostamento dell’elettorato della “Russia giusta” verso il partito del Presidente.  Se le previsioni dei sociologi russi saranno confermate il partito “Russia unita” diventerà la forza che dominerà a lungo la politica della Russia  in maniera simile ai partiti governativi che controllavano il Giappone e il Messico per grande parte del XX secolo.

E’ un’ironia della storia che l’unico partito d’opposizione nella Duma sarà quello comunista. Paradossalmente la democrazia elettorale lo ha avvantaggiato, in quanto è la forza politica che abbia ereditato dal PCUS, il suo predecessore, una solida organizzazione territoriale, una fitta rete di comitati locali e il controllo sulla stampa provinciale. Il rifondato partito comunista si basa però su un elettorato costituito prevalentemente dai gruppi più penalizzati dalle riforme, in maggioranza dai nostalgici del vecchio regime e dagli anziani. E’ stato perciò soprannominato “partito dei pensionati”.

Tra i più divertenti spettacoli che offre oggi il quadro politico russo sono i tentativi del suo storico leader Gennadij Ziuganov di giocare il ruolo di capo di opposizione. Sarà una scena irresistibilmente comica quando lo vedremo nella veste di erede della grande tradizione comunista celebrare il 7 novembre vicino alla piazza Rossa (non ha ottenuto il permesso di utilizzare la piazza stessa)  l’anniversario della rivoluzione d’Ottobre appoggiato dall’ultimo relitto del movimento comunista internazionale, Oliviero Diliberto, miracolosamente sopravvissuto nelle praterie della politica italiana.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here