Laicità e massoneria: lettera aperta al Rettore dell’Università di Pisa
16 Gennaio 2008
di Redazione
Lettera aperta al Rettore dell’Università
di Pisa e a tutti i partecipanti al convegno “Lo Stato laico in una società
multiconfessionale”
(Stefano Bisi, Romano Lazzeroni, Roberto Barzanti, Gian Mario Cazzaniga,
Raimondo Cubeddu, Mario Montorzi, Gustavo Raffi)
L’Università
di Pisa ospiterà il prossimo 26 gennaio un convegno sulla “laicità dello Stato
in una società multiconfessionale” organizzato dalla massoneria toscana. Una
iniziativa alla quale sono state invitate a partecipare anche persone che, come
il sottoscritto, non hanno mai avuto prima contatti o rapporti con la
massoneria, e che, anzi, con essa hanno polemizzato, anche pubblicamente, in
più occasioni.
Se tale
invito è stato accettato è per una ragione semplice ed essenziale: la questione
della laicità e quella correlata dello spazio pubblico delle religioni sta
divenendo uno dei temi fondamentali della nostra convivenza civile, al punto
che intorno ad esso urge un confronto anche con i più distanti, per evitare che
manifestazioni d’intolleranza, purtroppo sempre più frequenti, possano divenire
senso comune.
Ieri ne
abbiamo avuto una conferma sconvolgente: la rinunzia del Papa a recarsi alla
Sapienza ha messo in discussione, ad un tempo, il grado di civiltà del nostro
Paese e quello della nostra università.
Di
fronte a quanto accaduto nel primo ateneo romano, a nessuno è concesso far
finta di niente. Io, quanto meno, non ritengo possibile intraprendere un
confronto che abbia come tema la laicità e come teatro l’ateneo galileiano di
Pisa, senza che vi sia una presa di posizione chiara e forte che condanni
qualsiasi forma di censura, e dichiari il pieno diritto di fruire dello spazio
pubblico da parte di qualsiasi autorità spirituale, soprattutto se si tratta di
un capo di Stato straniero che intende offrire la sua libera riflessione.
Dopo
quanto accaduto ritengo che tale presa di posizione rappresenti un viatico
necessario ad assicurare che né oggi né domani nell’ateneo pisano un confronto
tra culture diverse possa tradursi – come altrove purtroppo è accaduto -, in
una inaccettabile discriminazione nei confronti della Chiesa cattolica e del
suo più alto rappresentante.
Sono
certo che questa mia stessa opinione sarà condivisa in special modo, da quanti
rappresentano organizzazioni che nella loro storia hanno patito la censura e la
discriminazione. E ritengo, per questo, che niente potrà chiarire il senso vero
dell’appuntamento più di un atto esplicito di tutti i partecipanti il quale
attesti come il concetto di laicità non debba consentire a nessuno di
contrabbandare intolleranza, censura, rifiuto preventivo del confronto.
Senatore
Gaetano Quagliariello
