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La favola dell'Europa forte

L’amara verità è che gli europei senza gli americani sono spacciati

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Buffo. Ironico che proprio nel momento in cui alle vetuste statue di cera che chiamano “politici Europei” servirebbe un pò di appoggio da parte di quello che loro chiamano – con atteggiamento falsamente vicino alle masse – “popolo europeo”, quello che ottengono in cambio è invece soltanto una sonora pernacchia.

Che strombazza nelle orecchie di Sarkozy e della culona Merkel nel momento in cui si chiede ai poveri greci di vendersi le madri per pagare il mutuo contratto alla Deutsche Bank. E allora è chiaro che alle elezioni francesi Sarkozy e i suoi sospetti accordi Franco-tedeschi perdano le elezioni in Francia a favore di uno che punterebbe sulla crescita economica, anziché sulla teutonica austerity. Ed ecco che spunta fuori François Hollande con il suo quasi  52% dei voti.

E poi c’è chi dice che il “terremoto politico” francese potrebbe perfino spostare l’asse dei rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Si pensa che Obama uscirebbe volentieri a cena con Hollande, almeno nella misura in cui non lo avrebbe fatto con Sarkozy. C’è  di chi dice che l’elezione del nuovo President in Francia sia un segno sicuro del fatto che il “popolo europeo” non ci sta a farsi prendere per il naso dalla culona Merkel.

La realtà, aimè, è che noi Europei – lasciati a noi stessi - non abbiamo mai combinato niente di buono. Ci vorrebbe un pò di sana autocritica marxista, se solo fossimo in grado di farla (il fatto è che i radical chic nostrani si sono guardati bene dal prendere ciò che c’era di buono nel comunismo). Abbiamo provato tutte - dico tutte - le opzioni possibili. C’abbiamo provato col fascismo, col comunismo e visto che c’eravamo anche col nazismo. Non fosse stato per gli americani e il loro piano Marshall, noi italiani staremmo ancora bloccati a Corfù con i mortai e il Carcano 91/38 a tentare di respingere le avanzate dei soldati della Wermacht.

Gli americani ci hanno insegnato a fare business e a mettere in piedi uno straccio di governo democratico che fosse uno. Appena se ne sono andati abbiamo cominciato a prenderli in giro e a criticarli, come farebbe un mucchio di stupide scimmie. Ma la verità è che noi europei non siamo in grado di badare a noi stessi neanche per cinquant’anni.

Appena se ne sono andati, siccome non c’erano altri tipi di governo e/o dittature fuori di testa da far sperimentare ai proprio malcapitati cittadini, gli Europei hanno pensato bene di agganciare il valore delle loro valute a quello dell’economia più forte del continente, quella tedesca. E adesso si sorprendono che il panzer se li stia trascinando via. Da notare che sul problema dello strapotere tedesco gli  europei ci avevano già sbattuto il muso contro, soltanto che all’epoca di Bismark le cose si tendevano a risolvere da uomini, quindi si andava in guerra e chi vinceva aveva ragione. Oggi che tutto è un pò più “effeminato”, le cose non sono così dirette. 

Gli europei sono riusciti nell’impresa di creare una moneta che non serve a niente (fa comodo soltanto ai tedeschi) e che è del tutto fuori controllo. Se in Francia servisse abbassare i tassi d’interesse e in Germania convenisse invece alzarli, questo non si potrebbe fare. D’altra parte noi italiani, se volessimo per caso svalutare un pò la nostra moneta per diventare più competitivi con le esportazioni non potremmo più farlo, dato l’idiosincratica esistenza di una sola banca centrale in stile teutonico (cioè quasi esclusivamente votata a politiche anti-inflazionistiche) e tanti paesi membri dalle più svariate esigenze. La BCE funziona un pò come quel medico che non sapendo che pesci pigliare intanto ti manda a fare un clistere.

Eppure, nelle intenzioni di chi l’aveva concepita, questa moneta non solo avrebbe cambiato il corso della storia ma avrebbe dovuto pure scalzare il dollaro dal suo comodo trono di “global currency” (fu l’allora capo della Commissione Europea Jacques Delors, in tempi non sospetti, a pronunciare la fatidica frase “le petit Euro deviendra grand”). Eppure i narcotrafficanti colombiani stanno facendo ancora affari in dollari e i pirati somali chiedono verdoni per lasciare andare i loro ostaggi, non Euro. D’altro canto qualsiasi businessmen che si rispetti si fa ancora i conti in dollari.

Allora risiamo da capo a dodici: siamo stati senza americani per cinquant’anni e siamo riusciti nell’impresa di impiccarci da soli con questa stupida storia dell’Europa Unita. Il nostro caro Vecchio Continente, sotto la nostra guida, ne ha viste succedere di  tutti colori; ma alla fine a rimetterci è sempre stato il popolo rigorosamente NON europeo. Non crederete mica alla storia del "popolo Europeo"? Non esiste un popolo europeo: l'Euro è una moneta che si maneggia in ventisette e alla fine vince la Germania.

Quella dell’Europa Unita è una bella favola che vi raccontano quando gli servono i soldi da dare ai tedeschi.

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9 COMMENTS

  1. Euroscettici fuori, eurocrati ben dentro
    Quante cose condivisibili, sulle quali non si è potuto serenamente (e proficuamente) discutere – e magari agire per tempo – per le scomuniche ideologiche che il politicamente corretto è in grado di inferire con il suo fuoco mediatico. E di intelligenze critiche capaci di valutare, suggerire e imprimere svolte, forse favorire altre soluzioni ce n’erano e ce ne sono. Anche qui manca la forza necessaria. Del resto tutto si tiene, salvo pensare che sia tutto casuale, per esempio avere per Presidente della Repubblica un retorico officiante del centocinquantenario, in realtà meno italiano che eurosovietico. (Holzer egregissimo, suvvia, basta “legnate” con questo: “culona”).

  2. Corsi e ricorsi?
    Il parallelismo con settant’anni fa c’è tutto ed è preoccupante: tentativo di germanizzazione dell’Europa, non con mezzi militari questa volta, ma finanziari.
    Anche allora la Francia collaborò inizialmente con la Germania.
    Ci dovranno salvare di nuovo gli Stati Uniti?

  3. Dividere la Germania!
    Prima di tutto, complimenti a Holzer. In secondo luogo, anche a me pare che qui il problema stia nel fatto che l’euro non è di nessuno (=l’euro non rappresenta nessuna ricchezza materiale).
    E l’altra questione drammatica è che queste questioni si sono sempre risolte con una guerra, perchè è impossibile portare questa roba su un tavolo di discussione senza tenere sotto il tavolo un grosso e nodoso bastone.
    Così tutta la questione dell’euro si sta rivelando per quello che è: una truffa a esclusivo beneficio dei tedeschi, che si bevono il nostro sangue mentre Monti dice che è colpa dei governi precedenti.
    E allora almeno poniamoci un obiettivo politico modesto:
    Fuori dall’Europa, fuori dall’euro, ridurre la Germania ad un numero di staterelli pre-Bismark!

  4. fantascienza?
    Davvero è da chiedersi che film abbia visto l’autore dell’articolo. In pratica la tesi, se ho capito bene, sarebbe “gli americani hanno lasciato gli europei soli per cinquanta anni (in sostanza nel dopoguerra) e questi ultimi hanno combinato sfracelli, il che dimostra che gli europei da soli non ce la fanno”. Lascia davvero sconcertati come si possa arrivare in questo modo a capovolgere i dati storici più elementari.

    Come sanno anche gli studenti delle medie, gli europei, prima della seconda guerra mondiale, sono sempre stati “soli”, cioè senza gli americani che hanno iniziato davvero ad influire pesantemente sulla politica europea dopo la fine di questo conflitto (cioè quanto, secondo la bizzarra tesi dell’articolo, ci avrebbero abbandonati). Si è trattato di un’influenza assolutamente pervasiva, che ha quindi riguardato i campi economico, politico, militare, dei costumi, etc. e che in buona parte continua tutt’oggi. A parere di chi scrive l’influenza è stata notevolmente positiva, per quanto possa esserlo una forma di interferenza così forte (che non lo è mai, per la sua natura, al 100%, in quanto crea dipendenza, spirito di rivalsa, etc.). Affermare che gli americani ci avrebbero abbandonato per cinquanta anni è quindi del tutto assurdo. Vero è che forse un po’ lo stanno facendo ora, nel senso che le priorità strategiche ed economiche statunitensi sono cambiate, come è inevitabile: d’altronde, panta rei, ed è bene imparare a fare da soli (quest’ultimo è uno dei più importanti insegnamenti che lo stile di vista americano può darci).

    Per il resto, a me pare che l’articolo si dibatta tra ipotesi indimostrate e forse indimostrabili ed il livore antigermanico tipico del sostenitore del centro-destra, che presumibilmente (anche se a onore del vero l’articolo non lo dice) cerca di attribuire la caduta del suo amato governo, invece che ai gravi errori e alle lacune di quest’ultimo, alla solita congiura franco- tedesca (a proposito dell’avere dimenticato l’arte dell’autocritica…)

    Tra l’altro il livore antigermanico dell’articolo si evince da questa peregrina affermazione: “Non fosse stato per gli americani e il loro piano Marshall, noi italiani staremmo ancora bloccati a Corfù con i mortai e il Carcano 91/38 a tentare di respingere le avanzate dei soldati della Wermacht”. Non so se voglia essere una battuta ma comunque è certo che il piano Marshall (1947) è intervenuto a guerra finita e Germania sconfitta, quindi lo scenario a cui allude l’autore non ha senso; una volta si sosteneva, con ben altro fondamento, che il piano Marshall ci aveva salvato dal diventare satelliti della Russa sovietica.

    Rifletta piuttosto l’autore su questo fatto: il suo articolo attira commenti come quello di chi propone di ridurre la Germania ad una serie di staterelli di epoca pre-bismarkiana. E qui, davvero, ogni commento è superfluo.

  5. Che articolo bislacco
    L’articolo è talmente strampalato che si fa fatica a commentarlo.
    Alla fine, è tutto basato sull’assunto che i tedeschi siano contemporaneamente cattivi e stupidi e che da lì vengano tutti i nostri mali.
    Che l’america abbia insegnato la democrazia al continente che ospita Atene e Roma, i comuni italiani e Londra è roba da ridere.
    È poi inqualificabile il rimpianto delle guerre europee come modo “da uomini” di risolvere le cose.
    L’unica cosa che si capisce è che l’autore, tra fobie per l’approccio “effemminato” e l’allusione al clistere come metodo curativo, sembra avere qualche problema non risolto con l’accettazione della propria identità sessuale.

    Per finire, io sono sempre stato un reaganiano di ferro, ma certa ignoranza proprio non si può leggere.

  6. Dimenticare Merkel
    A me l’articolo piace e ne condivido l’assunto: siamo stati stupide vittime della volontà di potenza della Germania, nazione più ricca, forte ed influente del Continente. Senza scandalizzarsi dell’espressione “volontà di potenza”, perchè la politica tra le nazioni non tollera i vuoti di potere e li riempie subito.
    Detto questo, è vero che la Germania ci ha turlupinato: primo perchè trucca i conti (non ha mai portato a bilancio il peso negativo della sua Cassa Depositi e P restiti, con il quale il suo debito equivarrebbe al nostro), secondo perchè dietro al moralismo “luterano” e all’insofferenza per l’allegra gestione dei conti cattolica e mediterranea la Germania ha mosso i meccanismi perversi dell’euro per rendere complicata la vita dei nostri bond a favore dei suoi (lo spread).
    Con questi giochini la Germania è piena di soldi (in parte nostri) con i quali ci fotte sulla produzione di beni e sull’esportazione.
    Ora, questo è il destino storico della Germania: cercare di essere egemone sull’Europa, soprattutto centrale e orientale. Bismark lavorava per questo. Hitler perseguiva questo. Merkel fa questo.
    La Germania è “oggettivamente” nemica della nostra gente, delle nostre famiglie, del nostro fu-benessere. Alla Germania noi andremo bene solo come iloti (semi-servi privi di diritti e di cittadinanza).
    Queste sono ragioni da guerra: non perchè qui ci siano maschiacci maleducati cui prudono le manacce. Ma perchè questa dialettica politica incide ormai sulle nostre vite, in termini di sopravvivenza fisica (= non morire di fame, e non suicidarci) e politica (=non perdere la libertà e la sovranità).

    Del resto questa è già una guerra. La facciamo col politally correct, ma la violenza, la minaccia al nostro futuro, l’insicurezza crescente, la paura per le nostre famiglie e i nostri figli, è tale e quale a quelle di una guerra e anzi forse tanto peggiore quanto più ipocrita.
    Ricordiamo come è nato l’euro: di fronte ai rischi della riunificazione tedesca, la Francia di Mitterand chiese la moneta comune, sperando di imbrigliare la Germania. Capta Germania ferum victorem cepit, e la moneta voluta da Mitterand, da trappola per i tedeschi, è diventata una tagliola per noi.
    Dividere la Germania? Perchè no? E’ una buona polizza sulla nostra vita ed è il peggiore sfregio che possiamo fare a questa Europa che parla tedesco e non ci rispetta. Questi qui non si fermeranno davanti a niente.
    Ricordate Giulio Cesare, ricordate Arminio, ricordate Tacito (stimano i Germani effeminato a cquistare col commercio ciò che si può prendere con le armi ….), ricordate Federico il Grande, ricordate Bismark, ricordate Hitler.

    O altrimenti non dimenticheremo più Merkel

  7. Fantascienza? No realtá!
    L’articolo mette il dito nella piaga. L’Europa, come soggetto politico non è mai esistita. Chi afferma che il piano Marshall è intervenuto a guerra conclusa, spargendo il veleno delle “trame oscure” , ignora , volutamente, cne gli americani la guerra l’hanno vinta, assieme agli inglesi. Con uno sforzo economico senza precedenti, hanno finanziato l’allora Unione Sovietica, permettendo a quella dittatura di vincere , con loro,la guerra che avevano iniziato con la germania nazista invadendo la Polonia nel 1939. Questa è storia, ignorarla vuol dire essere in male fede! Anche la prima guerra mondiale, scatenata dalla Germania e dall’Impero Austro-Ungarico, fu vinta grazie al decisivo intervento, militare ed economico, degli americani. Senza i quali, altro che Corfù. Saremmo ancora nelle trincee, dopo la vergognosa ritirata della Russia rivoluzionaria che patteggiò con i tedeschi la resa. Dopo, gli americani sono stati a casa loro e i risultati si sono visti. In Italia il fascismo, in Germania il nazismo, in Russia la dittatura comunista. La Francia? Dimenticati i “salvatori” americani , assieme agli inglesi, hanno tenuto bordone alla crescente potenza nazista che, nel frattempo, aveva stretto legami politici e diplomatici ( in segreto anche militari) con la Russia comunista. Negare ciò vuol dire avere l’idea di piegare la storia a propri interessi di parte. Ciò detto, condivido l’analisi dell’articolo. Non concordo con la chiusura. Credo che, al contrario, ci voglia più Europa, non meno Europa. Bisogna fondare gli Stati Uniti d’Europa, con un parlamento unico , una politica estera unica, una giustizia comune europea (federale) un unico governo che legiferi su materie a valenza europea, lasciando agli stati membri solo,alcuni spazi non essenziali. Solo cosí si possono limitare , ed annullare, qualsiasi tentativo di revanscismo nazionale e tentare di avere altri decenni di pace nel nostro continente. Perchè se si va avanti di questo passo, prevedo scenari non tranquilli, forieri di avventure non pacifiche. Se uno Stato prevale sugli altri , anche se per demerito degli altri, non si può parlare di Unione europea, ma di pace forzata entro i perimetri di una moneta falsa. Saltato questo perimetro , non c’è più nulla fra noi e la guerra economica, per non dire altro!

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