L’ambasciata Usa: “Berlusconi ha detto sì alle nostre basi militari”

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L’ambasciata Usa: “Berlusconi ha detto sì alle nostre basi militari”

17 Dicembre 2010

Non più di una ventina di giorni fa i giornali italiani pubblicavano l’estratto di un cable diffuso da WikiLeaks nel quale il numero due dell’ambasciata americana a Roma, Elizabeth Dibble, definiva il premier Berlusconi "Incapace, vanitoso e inefficace come moderno leader europeo".

Ma in un altro cable pubblicato ieri dal Financial Times la Dibble la mette diversamente, pur confermando i dubbi dell’amministrazione Usa verso l’Italia. Ecco cosa scrive in un altro rapporto: "Potremmo essere tentati di considerare Berlusconi un interlocutore poco valido a causa delle sue fissazioni personali, delle gaffes in pubblico e dei suoi imprevedibili giudizi politici. Ma crediamo sia un errore farlo".

Pur confermando i sospetti sui legami tra il premier e la Russia di Vladimir Putin, così come le relazioni commerciali tra Italia e Iran, l’ambasciata americana a Roma evidenzia che Berlusconi "ha immancabilmente fatto fronte alle nostre richieste militari, nonostante i rischi corsi in politica interna".

Le attrezzature militari americane, con 15mila truppe in sei basi in Italia, conclude il cable, "forniscono una libertà d’azione ineguagliabile e sono fondamentali per la nostra capacità di perseguire la stabilità nel Mediterraneo, nel Medio Oriente e nel Nord Africa".

Delle due l’una: o la Dibble ha cambiato idea su Berlusconi o i cable di WikiLeaks andrebbero letti con più attenzione e senza strumentalizzarli, considerando anche le dichiarazioni a sostegno di Berlusconi rilasciate nelle ultime settimane dal Segretario di Stato Clinton e da quello della Difesa Gates.