L’antipolitica si batte solo con le riforme
03 Marzo 2015
di Redazione
Si è svolta ieri a Milano la presentazione di “Riforme: ultima chiamata”, l’osservatorio politico sulla crisi di sistema elaborato dal Centro Studi della Fondazione Magna Carta. A intervenire sono stati ospiti d’eccezione: Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit, e Giulio Sapelli, ordinario di Storia economica presso l’Università degli Studi di Milano.
A tenere gli onori di casa Gaetano Quagliariello, presidente della Fondazione Magna Carta e coordinatore di Ncd, che nel suo intervento ha spiegato anzitutto le motivazioni che hanno portato a esaminare, attraverso l’osservatorio, il tema delle riforme. “La politica – ha detto Quagliariello – deve avere sia visione sia narrazione. Spesso questi due elementi vengono divisi, e Magna Carta si è data il compito di riavvicinarli”.
Il leit motiv di tutti gli interventi dei relatori è stato la necessità di continuare a credere nell’azione politica. Palenzona, in particolare, ha criticato duramente le campagne anticasta che inducono i cittadini a pensare che sia la politica ad essere marcia, quando in realtà sono solo alcune persone ad esserlo. Confalonieri, dal canto suo, ha affermato che di sicuro i media hanno le loro colpe, ma se i politici riuscissero a portare avanti le riforme promesse anche le campagne più demagogiche ne uscirebbero spuntate.
Secondo Quagliariello: “Molto spesso ai politici manca il tempo dell’approfondimento, la possibilità di fermarsi a studiare i temi di riforma da proporre per rendere questo Paese migliore. E’ per questo, però, che esistono le fondazioni, ed è grazie a questa consapevolezza che Magna Carta trova ogni giorno la forza per andare avanti”. Tra gli ospiti in platea, Roberto Formigoni, Alessandro Colucci, Nicolò Mardegan, Raffaello Vignali, Raffaella Della Bianca.
