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L’appello di Ncd: subito la compensazione dei debiti della PA

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La capogruppo di Ncd, Nunzia De Girolamo, e' stata chiara: bisogna accelerare la discussione sulla proposta di legge che riguarda il rafforzamento delle compensazioni dei debiti della Pubblica amministrazione, progetto all'esame della commissione Finanze della Camera. De Girolamo, prima firmataria della proposta di legge, ha spronato il presidente delle Commissione, Capezzone, affinché la pdl possa approdare quanto prima in aula.

"Ho personalmente ricevuto rassicurazioni da parte del governo e del viceministro Casero", ha spiegato la capogruppo di Ncd, "della volontà di portare avanti speditamente il provvedimento che ridarebbe fiato a quelle imprese e al loro indotto che si trovano in difficoltà per i debiti contratti dalla pubblica amministrazione nei loro confronti". E ancora: "Abbiamo la possibilità di trovare una convergenza parlamentare su un tema che interessa imprenditori e lavoratori. Non perdiamo altro tempo prezioso e difendiamo un tema scritto nel dna del centrodestra da sempre".

De Girolamo ha quindi lanciato un appello alle altre forze politiche affinché si "uniscano a Ncd in questa battaglia di giustizia". "Le imprese non possono morire per colpa dello Stato: il meccanismo della compensazione fra crediti verso le amministrazioni e debiti fiscali è indispensabile. La politica ha la possibilità di dimostrare che gli interessi dei cittadini hanno sempre la precedenza su quella dei partiti, speriamo sia in grado di coglierla".

Se andiamo ad analizzare nel merito la proposta, come anticipato ieri da un articolo apparso su Milano Finanza, a cura di Luisa Leone, "se la pubblica amministrazione non onora i suoi debiti con le aziende, queste potranno fare lo stesso con le tasse dovute, fino all'importo del loro credito verso la Pa". Nella presentazione della proposta di legge si prevede infatti "la sospensione del pagamento di imposte e di tasse da parte dell'imprenditore titolare di un credito non prescritto (certo, liquido ed esigibile) certificato verso lo Stato o gli enti territoriali, nel caso in cui il debitore pubblico sia in ritardo nel pagamento delle somme dovute".Provvedimento che andrebbe esteso anche alle aziende che non hanno ancora sanato la loro posizione fiscale e che ad oggi sono escluse dai pagamenti dei debiti con la

PA. In questo caso alle aziende verrebbe versato il 50 per cento dei crediti, mentre l'impresa si impegnerebbe e rateizzare la somma dovuta al fisco, in modo da sbloccare anche il restante 50 per cento del credito. "Un automatismo", commenta MF, "che rappresenterebbe una vera rivoluzione in fatto di debiti della pubblica amministrazione".

La discussione della proposta in Aula è prevista per il 29 settembre ma il rischio e' appunto che slitti se la commissione non licenziasse in tempo il testo. Da qui l'invito della De Girolamo a Capezzone perché "batta un colpo". Il quotidiano economico ricorda da una parte come il 21 settembre sia scaduto il termine fissato dal premier Renzi per sbloccare i pagamenti dei crediti delle Pa verso le aziende, e dall'altra l'impegno preso dal governo italiano con Bruxelles in materia per chiudere la procedura di infrazione che ha coinvolto il nostro Paese.

Sempre secondo MF, "al 31 agosto erano stati pagati circa 30 dei 57 miliardi stanziati e le richieste di certificazione ammontavano a 6 miliardi". Il quotidiano conclude ricordando che il successo della pdl e' "legato all'entrata a regime della piattaforma per la certificazione dei crediti del Mef, che permetterà di monitorare e definire meglio il fenomeno, potendone così valutare gli effetti sulla finanza pubblica".

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