L’Aquila città blindata per accogliere il G8: scatta la zona rossa

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L’Aquila città blindata per accogliere il G8: scatta la zona rossa

05 Luglio 2009

Il G8, per i cittadini de L’Aquila, è cominciato oggi e finirà alla mezzanotte del 10: qualche giorno in più rispetto a quello ufficiale (8-10 luglio) perché da stamattina sono entrate in vigore tutte le misure di sicurezza intorno alla cosiddetta "zona rossa" che comprende la scuola-caserma della Guardia di finanza sede del G8 e un raggio di almeno 3 chilometri intorno ad essa. Nessuno può circolarvi, a meno che non sia munito di un pass speciale.

Zona vietata anche ai residenti, i quali, per muoversi, dovranno avere un permesso e circolare a piedi. Il movimento è possibile solo con speciali navette messe a disposizione dalla Protezione civile. Ma gli interventi della sicurezza non si sono limitati alla zona che ha come baricentro la caserma "Vincenzo Giudice": off-limits sono diventati anche alcuni ritrovi – bar o ristoranti – ubicati sulle colline vicine, dai quali è possibile, con potenti teleobiettivi, "sbirciare" nella struttura militare. Si è cercato di eliminare – per intenderci – l’"effetto Zappadu", il fotografo che dai colli antistanti villa Certosa è riuscito a "catturare" immagini di vita quotidiana nella residenza sarda del premier. Nessun problema – solo qualche isolato mugugno per il disagio o perché non si era a conoscenza delle misure – nel giorno delle prove generali.

È saltato invece il sopralluogo previsto per domani del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il premier oggi è rimasto per tutta la giornata ad Arcore, dove è al lavoro sui dossier relativi al G8. Domattina il presidente del Consiglio tornerà a Roma in tempo per l’incontro a Villa Madama con il presidente cinese Hu Jintao, con il quale parteciperà nel primo pomeriggio ad un incontro con numerosi imprenditori. Il premier poi non andrà a L’Aquila per un nuovo sopralluogo in vista della riunione degli otto Grandi, che comincerà mercoledì. Al contrario di quanto si era ipotizzato nei giorni scorsi, infatti, Berlusconi resterà a Roma nella serata di domani.

Un collaudo "istituzionale" lo ha già compiuto oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il quale – assieme al capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, al comandante della caserma, generale Fabrizio Lisi, e al prefetto de L’Aquila, Franco Gabrielli – ha visitato tutte le strutture che per tre giorni ospiteranno le 39 delegazioni. Alla fine, promozione piena da parte i Letta: "La scuola è una ottima sede, è la più adatta per il G8". Le cose insomma stanno andando secondo i programmi. Un altro sopralluogo l’ha fatto a Onna l’ambasciatore tedesco Michael Steiner: anche lì tutto è a posto e l’8 mattina, quando la cancelliera Angela Merkel, accompagnata da Berlusconi, andrà a visitare il paese simbolo della tragedia "adottato" dai tedeschi, troverà il segno tangibile che la ricostruzione sta procedendo speditamente.

Una scossa di magnitudo superiore a 4-4.5 farà scattare a L’Aquila il piano di evacuazione degli edifici dove si terrà il G8. In vista di questa eventualità, la scorsa settimana – secondo quanto si è appreso – si è svolta un’ esercitazione fra i soggetti interessati, tra cui le forze dell’ordine e le forze armate, Protezione civile, Croce rossa italiana ed anche i rappresentanti di alcune delegazioni. Il riserbo è massimo, ma sarebbe questo, a grandi linee, il piano previsto. Se si verifica una scossa di terremoto importante, a partire da una magnitudo 4-4.5 scatteranno le procedure di evacuazione: le delegazioni saranno ospitate, in un primo momento, in tende appositamente predisposte. A questo punto entreranno in funzione i tecnici dei Vigili del Fuoco che accerteranno l’agibilità della struttura e daranno l’autorizzazione, o meno, a rientrare.

Anche in caso di rientro autorizzato, ogni delegazione liberamente – sempre secondo quanto è stato possibile apprendere – potrà decidere se tornare o meno ai lavori. Gli esperti ritengono che la scuola della Guardia di Finanza di Coppito che ospiterà i Grandi, costruita con criteri antisismici, è a prova di scosse e reggerà "sicuramente" anche ad un terremoto molto forte, almeno quanto quello del 6 aprile. Tuttavia, nel caso puramente teorico che i tecnici dei Vigili del fuoco non dovessero dare l’ok, il G8 verrà spostato in una sede alternativa che è già stata individuata, forse lo stesso palazzo della Farnesina, a Roma. L’eventualità di una scossa di terremoto resta, al momento, l’unica vera incognita sulla sicurezza del vertice.

Stando alle prove generali, sembra quindi che l’organizzazione stia funzionando bene. Quanto alle misure su eventuali contestazioni, tutto è top secret, ma si confida anche nel buon senso, data la particolarità della situazione, tanto che Gabrielli ha ripetuto il suo appello: "Sarebbe veramente un delitto sprecare quest’occasione, con episodi di violenza che potrebbero in qualche modo oscurare anche i buoni propositi della ricostruzione".

Due le iniziative per commemorare le vittime e ricordare le ore 3 e 32 del 6 aprile, quando si è scatenato l’inferno. Alle ore 3 e 32 nella piazza d’Armi della scuola sottufficiali della guardia di finanza la campana del Dovere farà alcuni rintocchi in un cerimonia molto ristretta. Popolare e aperta agli aquilani la fiaccolata organizzata dai comitati sorti spontanei dopo il terremoto per chiedere principalmente la partecipazione dei cittadini alla ricostruzione: l’appuntamento è a mezzanotte al Castello cinquecentesco per raggiungere piazza duomo alle 3 e 32. Questo dopo aver percorso via Strinella e raggiunto la villa comunale.

Si tratta della manifestazione che apre le iniziative alternative al G8 dei comitati spontanei che comunque hanno preso le distanze dai no global violenti che hanno annunciato una manifestazione contro per il 10 luglio. "Abbiamo acquistato moltissime torce e ci aspettiamo tanta gente – spiega Marco Sebastiani del comitato 3 e 32 -, speriamo ci siano molti aquilani. È un corteo silenzioso per commemorare le vittime e chiedere giustizia per i palazzi crollati perchè realizzati male. I no global? Se dovessero venire e rispettare le nostre intenzioni pacifiche e il nostro messaggio, potranno sfilare con noi. Ci opporremo a che vuole creare disordini e incidenti". In un clima caratterizzato da questo fervore organizzativo la gente non sembra molto interessata all’arrivo dei grandi che almeno nelle intenzioni del premier, del Governo e del capo della Protezione Civile, potrebbe rivelarsi una buona carta per la ricostruzione visto che l’obiettivo è far adottare a ciascuno dei grandi un monumento seriamente danneggiato: il forte spagnolo agli spagnoli, le Anime Sante ai Francesi e così via.

Il G8 ha portato già in dote l’aeroporto di Preturo, trasformatosi da aeroclub in scalo dove atterreranno i Grandi, ed alcune nuove strade e ristrutturazioni. Oltre ad appalti per aziende aquilane ed abruzzesi. Ma i 52.395 sfollati, di cui 22.373 costretti a vivere il caldo afoso ed i nubifragi nelle 5.207 tende nei 143 centri di accoglienza , 20.146 negli alberghi della costa abruzzese e del Lazio e dell’Umbria e 9.906 nelle case private, vogliono avere certezze: quando torneranno nelle loro case distrutte o gravemente lesionate dal sisma e quando torneranno a vivere in una città che avrà di nuovo la sua identità, a partire dal centro storico.