L’Aquila. Terremoto: “Grandi Rischi” sotto indagine
03 Giugno 2010
di Redazione
Secondo la Procura de L’Aquila si tratta di omicidio colposo. Questa l’accusa rivolta ai membri della Commissione Grandi Rischi che il 31 marzo scorso, 6 giorni prima del terremoto che sconvolse l’Abruzzo, parteciparono alla riunione che si tenne nel capoluogo.
Gli indagati sono in tutto 7 e fra loro ci sarebbero dei funzionari ai vertici del Dipartimento della Protezione Civile e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sismologi di fama mondiale. Il filone delle indagini era stato aperto nel momento in cui una trentina di cittadini avevano presentato denuncia accusando la Commissione di aver diffuso messaggi rassicuranti alla popolazione pur essendo a conoscenza dei rischi di un impellente terremoto.
Il fascicolo in mano ai magistrati aquilani, titolari dell’inchiesta, è molto voluminoso e raccoglie non solo studi di settore in materia di prevenzione dei terremoti, ma anche le interviste rilasciate da politici e appartenenti alla Protezione civile subito dopo la chiusura della riunione.
"I responsabili sono persone molto qualificate che avrebbero dovuto dare risposte diverse ai cittadini. Non si tratta di un mancato allarme, l’allarme era già venuto dalle scosse di terremoto. Si tratta del mancato avviso che bisognava andarsene dalle case", ha detto il Procuratore della repubblica dell’Aquila, commentando la notifica della conclusione delle indagini sulle risultanze della riunione del 31 marzo 2009.
