Le foto di Salvini un omaggio a Putin
09 Dicembre 2014
di Redazione
Nuova missione moscovita per il sirenetto Matteo che a quanto pare ha scelto di seguire, a modo suo, la strada già battuta da Silvio Berlusconi per rafforzare i bilaterali italorussi.
Peccato però che la Russia di oggi non somigli più a quella di Pratica di Mare, decisa a trasformarsi in un partner leale dell’Occidente, inseguendo il sogno di una Europa unita da Lisbona a Vladivostock.
E’ invece il Paese colpito dalle sanzioni perché ha invaso con i suoi carri armati un altro stato sovrano, una Russia che speriamo ci ripensi se vuole davvero che i nostri imprenditori tornino a fare affari come e’ giusto che sia tra Paesi democratici.
Al Cremlino del resto converrebbe. Dietro l’antioccidentalismo da parata si nasconde una situazione interna difficile, fatta di isolamento internazionale, inverno demografico, alti tassi di alcolismo, mentre inizia a circolare il totonomi per il dopo Putin. Così l’oro di Mosca torna a finanziare i lepenismi nella trasparente speranza di alimentare l’euroscetticismo.
Salvini e company sono convinti che l’invasione russa della Crimea sia stata un gesto nobile ma non si capisce perché, visto che la Russia non ha bisogno di espandere il suo spazio vitale avendo una popolazione che si sta contraendo.
Se mai la ragione di quella invasione attiene a certe foto capaci di unire Vladimir e Matteo, il primo a torso nudo a pesca nel fiume, il secondo che si concede alle copertine pop dei rotocalchi mostrando il villico petto.
Altre volte nella storia antica e moderna abbiamo visto condottieri che vollero farsi re usando l’orgoglio come molla del consenso, e ogni volta e’ finita male, perché sotto la hubris rischia di esserci solo la paura dell’inadeguatezza e del fallimento.
