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Le liste del Pd ricordano l’Inter delle star

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Più la si guarda, più la si studia, e più la lista del Pd messa su con tanto glamour da Veltroni ricorda quelle tante Inter che il buon Moratti (e i suoi fidi consiglieri) mettevano assieme fino a pochi anni fa e che poi, all’inizio del campionato, dopo qualche sfavillio ferragostano, si rivelavano la solita Inter.

A giovani e mirabolanti promesse e ad anziani esponenti di quella ‘società civile’ (che tante delusioni ha già dato alla politica nazionale), in questo caso provenienti non da tutte le parti del mondo calcistico ma da tutte le professionalità, viene fatto credere di essere chiamati a svolgere un ruolo nel difficile processo di conseguimento del bene comune. Un ruolo che potrà essere anche più gratificante in caso di vittoria. Qualcuno ci crede e si lancia in affermazioni temerarie che suscitano tanto ilarità quanto rimbrotti. Nel decantato rinnovamento del Pd si è data più importanza ai volti nuovi che alla squadra vera. Ma solo gli ingenui scambiano i testimonial per i reali assetti azionari. In realtà, quei nomi più o meno blasonati, sono serviti a far velo ad una radicale ristrutturazione dei quadri dirigenti e nessuno dei veri padroni del partito, a giudicare dalla mancanza di reazioni alle alchimie che sono la vera struttura portante delle liste, se ne è lamentato. Chi non ci crede può semplicemente osservare il modo in cui al Senato è stata sterilizzata la minaccia dei teodem.

Naturalmente è più che possibile che quelle promesse, ovvero quei volti politicamente nuovi che nella retorica dell’anti-retorica veltroniana rappresentano quella grande e onesta Italia che lavora, produce e innova, possano trasformarsi se non proprio in statisti, per lo meno in ‘politici’. Ma se cambiare mestiere, si veda il caso di Calearo a Ballarò, non è facile, la prima cosa da apprendere è che dire la verità può far male, anzitutto a se stessi. Ma Calearo un mestiere, o per lo meno un’azienda, ce l’ha. Resta da immaginare a quali patemi d’animo e a quali sofferenze saranno costretti quanti un mestiere non ce lo hanno ancora quando, per continuare a far politica, saranno costretti a fare i conti coi padroni delle tessere.

Per saperlo non ci vuole molto, basta aspettare. Qualche indicazione, tuttavia la si potrà ricavare già dall’utilizzazione di quelle risorse nei prossimi dibattiti televisivi.

Il bello è che quei potenziali statisti, Veltroni, molto più furbo di Moratti, voleva metterli in quota ad altri. Il fatto che non ci sia riuscito lascia immaginare di che considerazione godano e che fine faranno.

(rc)

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5 COMMENTS

  1. Posso essere anche d’accordo
    Posso essere anche d’accordo con l’analisi, ma accostare la grande Inter al PD è come bestemmiare.
    Forza Inter

  2. interpd
    E invece il paragone calza a pennello, infatti il PD come l’INTER può vincere solo con un grosso aiuto dall’arbitro o in una competizione fasulla come il campionato dell’anno scorso.

  3. falsati i campionati precedenti
    leggendo i fatti del tempo si scopre che i campionati precenti erano “aiutati” in campo e fuori. Comunque non bestemmiare ma dare scandalo si.

  4. interpd2
    I FATTI DEL TEMPO DIMOSTRANO ANCHE CHE I DIRIGENTI DEL MILAN SI INCONTRAVANO CON “IL MIGLIOR ARBITRO DEL MONDO” NEI RISTORANTI CHIUSI E CHE L’INTER è L’UNICA SQUADRA CHE PARTE SEMPRE (O QUASI) PER UN RIGORE A ZERO (VEDI DA ULTIMO LA REGGINA DI SABATO). PIUTTOSTO MI PARE CHE VELTRONI STIA FACENDO CON PRODI LO STESSO GIOCO SPORCO CHE IL SISTEMA CALCIO HA FATTO CON MOGGI, BRUCIATO SULLA PIAZZA IL CAPRO ESPIATORIO SI PUO’ FAR FINTA CHE TUTTO SIA “NUOVO” E “PULITO” MA GLI ELETTORI (COME I TIFOSI) NON SONO FESSI!

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