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Via mamma e papà

Le priorità del Viminale: sul documento dei minori tornano “genitore 1” e “genitore 2”

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Non si sa domani che di che colore saremo, non si sa quando gli italiani avranno i vaccini per il Covid, non si sa neanche come si chiuderà la crisi di governo, ma state tranquilli: quello in carica ha chiare le priorità e la sua concezione di genitorialità e presto quelle orribili parole “padre” e “madre” spariranno sulle carte di identità dei minori di 14 anni per lasciare spazio al ritorno del “genitore 1” e “genitore 2”. Insomma, l’Italia è salva!

La notizia, già di per sé desolante ma addirittura lunare visto il contesto in cui si trova il nostro Paese, è emersa alla Camera, per bocca del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, durante un question time. La foglia di fico è – manco a dirlo – la normativa europea e accanto ad essa un presunto rilievo del Garante della privacy che avrebbe rilevato “problematiche applicative” rispetto alla dicitura di mamma e papà.

“Il Garante per la protezione dei dati personali – ha affermato la Lamorgese a Montecitorio – ha rilevato che l’applicazione delle nuove disposizioni ha comportato notevoli criticità, in termini di protezione dei dati e di tutela dei minori, nei casi nei quali i soggetti esercenti la responsabilità genitoriale non siano riconducibili alla figura materna o paterna, ora espressamente previste, ed ha rappresentano la necessità di adeguare le disposizioni al quadro normativo introdotto dal regolamento europeo in materia di trattamento dei dati personali”.

Sicché il 15 ottobre scorso è stata proposto il ripristino, nella disciplina di emissione della carta di identità elettronica, della formula “genitore 1” e “genitore 2”, in sostituzione di “padre” e “madre”, “per garantire conformità al quadro normativo introdotto dal regolamento europeo e superare le problematiche applicative segnalate dal Garante dei dati personali. Il nuovo schema di decreto ministeriale ha già ottenuto il concerto del ministero dell’Economia e di quello della Pubblica Amministrazione, ed è in attesa del parere del Garante della protezione dei dati a seguito del quale sarà sottoposto all’esame della conferenza Stato-Città”.

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