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Le riaperture di Conte? Buone solo per giocarsele al lotto

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Aprite i giornali e poi giocatevi un bel terno al Lotto. Per i numeri Giuseppi vi dà solo l’imbarazzo della scelta.

Opportunamente preceduto da una rassicurante sventagliata di virologi, pronti a cambiare idea più spesso di quanto cambino i guanti monouso, oggi è infatti arrivato l’annuncio che il magnanimo presidente del Consiglio intenderebbe autorizzare già il 18 maggio, dove i numeri dei contagi lo consentono, la riapertura di ristoranti, bar, parrucchieri ed estetisti. Con quali regole e a quali condizioni? Eh, quanta fretta. Ai protocolli di sicurezza sta lavorando l’Inail (il che, viste le circolari diramate in materia di infortunio sul lavoro da coronavirus, non è affatto rassicurante…), che produrrà dei testi non prima del 14 o 15 maggio.

Dunque le imprese avranno ben tre giorni per conoscere il loro destino, valutare se la riapertura sia sostenibile o meno, e in caso affermativo realizzare gli eventuali interventi di adeguamento? Eh no, troppa grazia. Appena l’Inail li avrà sfornati, i protocolli dovranno passare il vaglio di una delle tante task force che ha già fatto sapere, sempre a mezzo stampa, di considerare ancora valido l’orizzonte del primo giugno.

Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. E se sulla pelle del settore più esposto a questa crisi non si giocasse il destino di milioni di partite Iva, dipendenti e collaboratori e, a cascata, di tutto l’indotto e dello stesso Pil nazionale al quale i soli comparti del turismo, della ristorazione e della ricettività contribuiscono per circa il 30 per cento.

L’ipotesi meno preoccupante sarebbe che si trattasse di una delle tante supercazzole di Giuseppi, per poter dire “io volevo farvi riaprire ma i tecnici me lo hanno impedito”. Il sospetto più grave, tuttavia, è che a Palazzo Chigi intendano anticipare la data, senza mettere le aziende nelle condizioni di valutare se riaprire e di farlo in termini sostenibili, per poter dire un domani, quando in tanti rischieranno il fallimento, “non vi aiutiamo perché se aveste voluto avreste potuto ripartire”.

Speriamo sia soltanto il solito sospetto di noi malpensanti. Ma intanto, amici imprenditori, per sicurezza prendete i numeri di Giuseppe e giocateveli al Lotto. Non si sa mai.

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