L’Economist: “Italiani cominciano il 2008 pieni di tasse”

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L’Economist: “Italiani cominciano il 2008 pieni di tasse”

03 Gennaio 2008

Gli italiani cominciano il 2008 ancora
con “un’infelice combinazione: la lenta crescita e l’aumento
delle tasse”. Lo sottolinea “The Economist”.

In edicola domani,
in un focus sulla politica fiscale italiana titolato «Tax
bonanza» (cornucopia fiscale).

“La convinzione generale tra la
gente comune – scrive il settimanale inglese – è che
personalmente si è un pò più poveri di dodici mesi fa”. Le
tasse non scendono e la colpa è della spesa che corre “come un
treno”.

Non bastano le statistiche che danno il Pil in crescita
dell’1,8% per mutare questo sentire comune, fa notare
l’Economist, aggiungendo che una ragione “può essere trovata
in uno spazioso ufficio di Roma”.

Il riferimento è per le
Finanze dove il vice ministro Vincenzo Visco ha messo a segno “uno splendido 2007”.

Il settimanale parla dunque della lotta
all’evasione fiscale e di tutte le azioni messe in campo, dai
controlli alle indagini finanziarie, dall’uso della moneta
elettronica alla guerra ai paradisi fiscali.

Ma oltre alla lotta
all’evasione “il governo ha aumentato complessivamente la
pressione fiscale” tanto che “proposte per tagli selettivi
alle imposte si sono conquistate perfino il supporto dei
sindacati”.

Allora il settimanale inglese cita l’opinione di
esponenti centro-sinistra, come il liberale Nicola Rossi,
secondo il quale “i soldi strappati agli evasori fiscali
andrebbero spesi per tagliare le tasse a coloro che non hanno
scelta se pagarle o no”, ovvero coloro che hanno le trattenute
alla fonte.

Una linea “condivisa dallo stesso Visco”, scrive
il giornale. “Una ragione per cui il governo trova difficile fare questo
è spiegata chiaramente in un recente studio degli economisti
Tito Boeri e Pietro Garibaldi”, secondo il quale gran parte
dell’extragettito è stato utilizzato per aumentare la spesa.

“Fin quando non si taglia la spesa non credo si possa essere in
grado di tagliare le tasse”, dice Boeri citato dall’Economist.
Spesa che corre “come un treno”. “Per il bene dell’economia,
e del centro-sinistra, è necessario che qualcuno – conclude la
riflessione – trovi subito il freno”.