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L’Economist: “Italiani cominciano il 2008 pieni di tasse”

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Gli italiani cominciano il 2008 ancora con "un'infelice combinazione: la lenta crescita e l'aumento delle tasse". Lo sottolinea "The Economist".

In edicola domani, in un focus sulla politica fiscale italiana titolato «Tax bonanza» (cornucopia fiscale).

"La convinzione generale tra la gente comune - scrive il settimanale inglese - è che personalmente si è un pò più poveri di dodici mesi fa". Le tasse non scendono e la colpa è della spesa che corre "come un treno".

Non bastano le statistiche che danno il Pil in crescita dell'1,8% per mutare questo sentire comune, fa notare l'Economist, aggiungendo che una ragione "può essere trovata in uno spazioso ufficio di Roma".

Il riferimento è per le Finanze dove il vice ministro Vincenzo Visco ha messo a segno "uno splendido 2007".

Il settimanale parla dunque della lotta all'evasione fiscale e di tutte le azioni messe in campo, dai controlli alle indagini finanziarie, dall'uso della moneta elettronica alla guerra ai paradisi fiscali.

Ma oltre alla lotta all'evasione "il governo ha aumentato complessivamente la pressione fiscale" tanto che "proposte per tagli selettivi alle imposte si sono conquistate perfino il supporto dei sindacati".

Allora il settimanale inglese cita l'opinione di esponenti centro-sinistra, come il liberale Nicola Rossi, secondo il quale "i soldi strappati agli evasori fiscali andrebbero spesi per tagliare le tasse a coloro che non hanno scelta se pagarle o no", ovvero coloro che hanno le trattenute alla fonte.

Una linea "condivisa dallo stesso Visco", scrive il giornale. "Una ragione per cui il governo trova difficile fare questo è spiegata chiaramente in un recente studio degli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi", secondo il quale gran parte dell'extragettito è stato utilizzato per aumentare la spesa.

"Fin quando non si taglia la spesa non credo si possa essere in grado di tagliare le tasse", dice Boeri citato dall'Economist. Spesa che corre "come un treno". "Per il bene dell'economia, e del centro-sinistra, è necessario che qualcuno - conclude la riflessione - trovi subito il freno".

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