L’effetto serra sul Corriere

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L’effetto serra sul Corriere

15 Settembre 2007

Neanche l’anonimato garantito dalla Rete riesce a salvare gli internauti italiani dall’ipocrisia. Va bene che i lettori del Corriere della Sera, e per proprietà transitiva anche quelli del corriere.it, sono creature moralmente superiori per dato antropologico. Ma è mai possibile che per trentadue persone su cento il cruccio principale, di quelli che non ti fanno dormire la notte, sia l’inquinamento e il rischio di cambiamenti ambientali?

Eppure è proprio così. Basta leggere l’ultimo sondaggio proposto ai naviganti dal sito del quotidiano di via Solferino. Di tutto ciò che potrebbe accadere nei prossimi trent’anni, cos’è che ti spaventa di più? Non c’è partita. Per il 32,6% la risposta è “inquinamento, cambiamenti ambientali, disastri ambientali”; seguono, distanziati di oltre 20 punti, “terrorismo e fondamentalismo” (8,6%) e la “crisi dei valori” (7,9%).

Per trovare traccia di preoccupazioni più umane come la “perdita dei propri cari”, la “disoccupazione”, la “vecchiaia”, la “salute” e la “morte”, bisogna scendere sotto pià in basso nella classifica, non prima del quarto posto, e comunque tali crucci non sembrano turbare mai più del 5-6% delle persone che hanno risposto al test.

Ci inchiniamo di fronte a cotanto altruismo. Ma la domanda nasce spontanea: se fra trent’anni un lettore del Corrierone dovesse ritrovarsi solo, malato, disoccupato o peggio ancora in fin di vita, siamo sicuri che il suo primo pensiero saranno le polveri sottili o qualche decimo di grado in più di temperatura?

 (c.p.)