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Legge elettorale. Calderoli: “In realtà nessuno vuole cambiarla”

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"Se la legge elettorale ancora non è stata cambiata, evidentemente è perché nessuno la vuole cambiare". Ad affermarlo il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, questa sera a margine del Meeting Cl di Rimini.

"Ci sono stati due anni di legislatura di centrosinistra e due anni di legislatura del centrodestra e nessuno l'ha toccata. Vuol dire che non vogliono cambiarla al di là di tutte le dichiarazioni che fanno", ha risposto l'esponente della Lega Nord a chi gli chiedeva se la Lega fosse disponibile ad un confronto su possibili modifiche alla legge elettorale, di cui lui è l'autore.

Sul tema era intervenuto il vicepresidente vicario dei deputati PD, Michele Ventura, che ha assicurato che i Democratici vogliono riformarla, chiedendo il sostegno di Di Pietro: "Cambiare questa legge elettorale e restituire agli italiani la possibilità di scegliere chi li rappresenta in Parlamento. Lavoriamo a questo e, fin dai prossimi giorni, cercheremo una maggioranza perché la vera ammucchiata è quella di Berlusconi: altro che governo del fare, governo dell'insultare!".

Ventura ha affermato che i Democratici sono al lavoro e che le ipotesi di riforma alle regole sulla rappresentanza saranno vagliate e condivise con chi vuol cambiare il "Porcellum". "Non vogliamo impiccarci alle formule - ha insistito il vicepresidente vicario dei deputati Pd - lavoriamo per l'intesa". "Bersani è stato chiaro. Di Pietro dovrebbe aver capito che il segretario del PD si rivolge alle forze progressiste per la costruzione dell'alternativa e propone anche un patto politico alle forze contrarie al berlusconismo per cambiare le regole del gioco a cominciare da quelle elettorali".

"Non faccia, dunque, inutili distinguo, ma lavori per chiudere l'era berlusconiana - ha proseguito Ventura - Mi fa piacere che il progetto illustrato dal segretario abbia raccolto consensi ad di là del nostro partito". "Certo non potevamo aspettarci che piacesse a Berlusconi che ha un solo obiettivo: conservare il suo potere anche a discapito dell'Italia", ha concluso l'esponente Pd.

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