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Leggi l’editoriale di Le Monde su “Berlusconi, una storia italiana”

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Fa il furbo, colleziona battute, belle parole, "barzellette" come le chiamano gli italiani. Da quando sua moglie, Veronica, ha deciso di chiedere il divorzio perché "frequenta delle minorenni", Silvio Berlusconi impiega il suo tempo a minimizzare l'obbrobrio, trasformandolo in una running gag. Una foto con un'elettrice? "Va bene, ma solo se è maggiorenne". Una apparizione pubblica con delle autorità finlandesi? "Amo le finlandesi, purché non siano minorenni".

Ecco le prime regole di questo nuovo reality show all'italiana, come se tutto questo non fosse che un'altra delle vere o false fiction sceneggiate negli studi di Mediaset, l'impero audiovisivo del presidente del consiglio italiano. Sensazione penosa, assistere alla tragi-commedia "di un uomo ridicolo", che consegna in diretta televisiva un complicato copione per spiegare la sua presenza, la sera di domenica 26 aprile, al compleanno di 18 anni di Noemi Letizia.

Quella sera, in televisione, dove Berlusconi era andato a spiegarsi, il serissimo direttore del Corriere della Sera ha tentato di spiegargli che il ruolo di un capo del governo non prevede la partecipazione alle feste di compleanno delle adolescenti. Ma, come se non aspettasse altro, il presidente del consiglio ha risposto, con la mano sul cuore: "Amo la gente, vederla, parlarle. Rinunciarvi sarebbe come rinunciare a me stesso".

In un intervista al Times, il padre della giovane Noemi, recita la parte del politologo: "Che genere di leader è uno con cui non si può prendere un caffè, che non parla con un commerciante? Berlusconi è vicino alla gente. Altrimenti, perché sarebbe così popolare?". Secondo alcuni sondaggi, di cui lui solo è a conoscenza, Berlusconi godrebbe del 75 per cento di popolarità.

Spiegazioni dal suo entourage: millantatore, buffone e un po' bugiardo, Berlusconi somiglierebbe agli Italiani. O almeno, al luogo comune del transalpino macho e dongiovanni. "Posso palpare la consigliera?" ha recentemente chiesto a un’eletta regionale durante un servizio fotografico. "Sessismo e cattivo gusto!", hanno gridato gli anti-berlusconiani. Galanteria e ironia italiane, hanno preteso i suoi sostenitori.

Per spiegare la sua popolarità fuori dal comune, Romano Prodi, ex presidente del Consiglio, sospira: "Nel mio paese, molti dei miei concittadini amano parcheggiare in doppia fila". “E' un arci-italiano”, analizza un giornalista che lo segue da dieci anni. Ha tutti i difetti e le qualità degli italiani che desiderano il denaro e non si preoccupano delle regole, ma all'ennesima potenza. Parlare di Berlusconi è come fare l'autobiografia della nazione.

Di un anno più anziano, Fedele Confalonieri, conosce tutto del "Cavaliere". Hanno passato insieme gli anni del liceo a Milano ed hanno cantato in due sulle navi da crociera. Da quando Berlusconi è al potere, è lui che gestisce l'impero, e quando è di passaggio a Roma, dorme nell'appartamento di palazzo Grazioli, dove il capo del Governo affitta un vasto e ombroso appartamento. Può dire tranquillamente: "Sono l'uomo che conosce meglio Berlusconi".

"Gli italiani apprezzano il suo stile, spiega. Lo stile è il fiocco sul pacchetto ed ha la sua importanza. Capisco che non piaccia agli intellettuali, perché è ingenuo, non proviene dalle classi alte, si è pagato gli studi da solo e, malgrado ciò, è il più ricco. E' la sublimazione del buon senso unito al genio imprenditoriale. Parla la lingua dei suoi elettori". Riprende: "Perchè non dovrebbero amarlo? Ha moltiplicato i canali televisivi, che sono la sola cosa gratuita in Italia. Nell'intimo del signor Rossi non c'è che lui. Il signor Rossi si dice: ‘Silvio conosce i miei problemi, mi ha aiutato, mi ha dato più libertà’".

Più libertà? L'associazione Freedom House ha appena classificato l'Italia tra i "paesi parzialmente liberi" a causa della concentrazione dei media nelle mani di un solo uomo. Più libertà? Alcuni giornalisti sono regolarmente presi di mira perché criticano troppo vigorosamente il potere. Più libertà? Le "ronde cittadine" del partito xenofobo della Lega Nord stanno per essere autorizzate dalla legge. Più libertà? Il Parlamento è pieno di vecchi collaboratori di Silvio Berlusconi, avvocati o medici, che il premier ha trasformato in deputati o senatori. Confalonieri: "Ha aiutato molta gente. Tutti coloro che sono stati al suo fianco ne hanno approfittato".

Ma la "generosità" del "Cavaliere" può essere disinteressata, anche se può sembrare fuoriluogo. A L'Aquila, dove si è mostrato all'altezza della sua funzione, ha promesso di offrire a due vecchie signore scampate al terremoto "dei vestiti per sentirsi più carine". Un giornalista testimonia che ha voluto mettere un elicottero a sua disposizione quando ha saputo che sua moglie era gravemente malata. Un altro racconta che quando entra a palazzo Grazioli, anche alle 3 del mattino, fa sempre un piccolo segno con la mano al cronista di guardia sul marciapiede di via del Plebiscito: "E' il suo modo di ricompensarti di essere lì e di pagarti il tuo lavoro". Aggiunge: "Non sopporta che qualcuno possa non amarlo".

Vittorio Sgarbi, che fu un effimero ministro della cultura, testimonia: "Un giorno, l'ho sentito dire a qualcuno che gli domandava aiuto ‘lo Stato non può fare nulla per te. Piuttosto, prendi questo’, e Berlusconi gli ha teso un mazzo di banconote". Il presentatore televisivo Mike Buongiorno, 85 anni, ha anche lui beneficiato della generosità di Silvio Berlusconi. Dopo aver contribuito a una grossa fetta del palinsesto delle televisioni del Cavaliere, è stato sacrificato sull'altare della gioventù. Invitato a un talk-show, si è rivolto, davanti alla telecamera, al capo del governo : "Silvio, chiamami! Voglio parlarti. Ho bisogno di sentirti". E il capo del governo l'ha chiamato qualche ora dopo la trasmissione. Tutto piuttosto che dispiacere. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, loda il suo "buon carattere": "Si innervosisce, poi torna subito calmo".

A Roma, gli capita di prendere uno dei reporter che stazionano davanti alla sua residenza per portarlo a fare il giro dei negozi con lui e testimoniare in seguito la sua generosità: Prada? Gucci? Le grandi firme di via Condotti, i grandi antiquari? Non solo. E' anche un cliente fisso di due piccole gioiellerie in via dei Coronari, dove fa fabbricare anelli e collane che poi regala a collaboratrici, elettrici e, forse, a ricche sostenitrici. "Carino, no?", domanda a tutti una delle persone più ricche del mondo, mostrando un braccialetto di perline in vetro. Una maniera di mettere in scena il Buon Samaritano? Forse, ma la stampa lo segue: "Bisogna seguirlo costantemente, testimonia un reporter. E' capace di dire a un bambino di 5 anni che sta per cacciare il suo ministro delle finanze".

E' marcandolo stretto che alcuni giornalisti hanno cominciato a vedere apparire nel suo entourage delle giovani ragazze sempre più numerose, mentre il principe - che cerca di lasciare una traccia nella storia italiana - si trasformava in un patetico Hugh Hefner (il fondatore della rivista Playboy). La voglia di piacere, che ha guidato tutta la sua vita d'imprenditore e di politico, è diventato un'ossessione. La sua truccatrice corregge senza sosta lo spesso strato di fondotinta arancione che ingessa il suo viso, dei filtri speciali vengono utilizzati dagli operatori della televisione per cancellare le tracce del tempo, e nei suoi giornali appare con il viso liscio e senza rughe. "Una giovinezza eterna senza passato", commenta Marco Belpoliti, che ha scrutato sotto tutte le cuciture "Il corpo del capo" nel suo libro omonimo.

Berlusconi sogna di vivere fino a 120 anni, dice che dorme tre ore a notte e "dopo fa l'amore ancora per tre ore": "Ama l'idea di essere un seduttore", spiega un vecchio collaboratore che ci tiene al suo anonimato. Nell'estate 2007, un fotografo l'aveva beccato nella sua villa in Sardegna con quattro "creature". Silvio Berlusconi voleva querelarlo in nome del "rispetto della vita privata" ma poi si è ricreduto: "Tutti mi chiamano per dirmi che sono fortunato!".

"Caudillo democratico", per dirla come lo scrittore Mario Vargas Llosa, questo è l'uomo che inizia il secondo anno del suo terzo mandato e festeggia il quindicesimo anniversario della sua prima elezione: compassionevole, insopportabilmente leggero, ma capace di veri "colpi" politici che disarcionano i suoi avversari e rinforzano il suo partito.

Il suo bilancio, un anno dopo il suo ritorno al potere, l' 8 maggio 2008, sembra magro ovunque, ma non in Italia: la soluzione del problema dei rifiuti a Napoli, il salvataggio della compagnia aerea Alitalia, la gestione del terremoto in Abruzzo. "Delle cose normali che in Italia sembrano straordinarie", spiega un editorialista. Allergici al potere, gli Italiani non sono inconsapevoli né delle sue menzogne, né dei suoi limiti. "Non bisogna mai dimenticare che è diplomato in pubblicità", spiega Marco Travaglio, il giornalista più virulento nei suoi confronti.

Un imbonitore? "Si cerca di sminuirlo ricordando il suo passato di venditore – lo difende il suo amico Fedele Confalonieri – è una persona per bene, normale, un Italiano". Veronica, lei, si è stancata. Altri la seguiranno? "Ogni uomo di stato ha il suoi piccoli vizi", lo difende il suo confidente personale.

Tratto da Le Monde

Traduzione di Melania Perciballi

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1 COMMENT

  1. hehe
    Giro tutta l’Europa da anni e devo dirlo…tutti lo sanno, tutti lo dicono tranne noi: il nostro premier è la barzelletta d’Europa. Ridono perché non vivono in Italia, se no non riderebbero tanto. Questo editoriale è in linea con l’opinione internazionale su di noi da quando lui è al governo. Avete visto lo spot televisivo svedese? Guardatelo su youtube!C’è Berlusconi in primo piano,con uno sfondo di mandolino,e la voce narrante che dice chi è,quante tv ha,e che ruolo riveste nel ns.paese.Poi l’immagine del premier sfuma e una scritta appare rafforzata dalla voce: “Svezia:la nostra TV è LIBERA”.
    Il conflitto d’interessi è il vero scandalo per cui ci ridono dietro:in Germania hanno PROIBITO l’altra settimana a un magnate di comprarsi il 22% di un canale tv,sapete perché?Perché ne ha già UNO!Questa è l’Europa,signori,noi siamo in Corea (del nord,s’intende!)

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