Se qualcuno non aveva ancora capito perché l’Irlanda ha bocciato il trattato europeo, oggi finalmente ha avuto la risposta.L’Europa – che pure ci ha fatto entusiasmare per quell’idea originaria di continente di pace – oggi è sempre più un gigante di burocrazia.
Terreno di scontro per faide politiche e giudizi sommari. Come l’ultimo, appena sfornato dal Consiglio europeo, che accusa l’Italia di violare i diritti umani, di spedire la polizia nei campi Rom per torturare i poveri nomadi. Assolute falsità, ha risposto immediatamente il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ma ormai il danno è fatto. Domani i giornali di mezzo mondo scriveranno che l’Italia è un Paese xenofobo, razzista e chi più ne ha più ne metta.
Con questo pressappochismo però l’Europa sta uccidendo se stessa. Fatta l’Unione monetaria, su queste base sarà sempre più difficile costruire un’unione politica. Per la gioia degli euroscettici, che anche in Italia hanno ogni giorno nuovi argomenti per dire stop all’integrazione.
Non ci sono solo le politiche monetarie rigide della banca centrale europea, che hanno portato il costo del denaro alle stelle frenando la crescita economica. E neppure le norme più bizzarre, una volta contro l’industria del cioccolato puro, un’altra volta contro i produttori del lardo di colonnata, e così via.
Qui siamo arrivati alla denigrazione di un intero Paese, attraverso accuse del tutto inventate, come una delegazione dell’Ocse – appena qualche giorno fa – ha potuto constatare proprio in un tour dei campi nomadi della Capitale. Un po’ troppo per restare indifferenti di fronte a un’Europa che anziché avvicinarsi, così diventa sempre più lontana.
Gaetano Pedullà