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Libano, il capo di Fatah al-Islam è ancora vivo

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Il leader di Fatah al-Islam non era fra i combattenti uccisi dalle truppe libanesi nel campo profughi nel nord del paese come inizialmente si era ipotizzato. L’uomo potrebbe essere fuggito, secondo quanto affermato oggi dal magistrato inquirente.

Fino a poco fa si credeva che il guerrigliero palestinese Shaker al-Abssi fosse stato ucciso, quando le truppe libanesi avevano preso il controllo del campo di Nahr al-Bared il 2 di settembre scorso. Lo scontro si è concluso,infatti, in quella data dopo un braccio di ferro durato 15 settimane e costato la vita a più di 400 persone. Un membro di Fatah al-Islam, che era stato fatto prigioniero, aveva identificato un cadavere come quello di Abssi, così come avevano fatto sia sua moglie che altri membri della sua famiglia.

L'esercito libanese, però, in seguito al test del dna ha rilevato che i campioni presi dai figli e dal fratello del capo dei ribelli non corrispondono al sangue prelevato dal corpo della vittima. “Quindi il corpo conservato nell'obitorio dell'ospedale governativo di Tripoli non appartiene a Shaker al-Abssi”, ha comunicato il procuratore generale, in una nota.

Il comunicato citava inoltre la confessione di un militante yemenita che dice di essere scappato dal campo profughi il 1 settembre con Abssi ed altri.

“Shaker al-Abssi era in buono stato di salute e vestiva una cintura bomba da attentatore suicida e portava un Kalashnikov, dei caricatori e delle bombe a mano”, ha affermato lo yemenita, secondo quanto si legge nel comunicato.

Il ribelle citato è stato catturato parecchio tempo dopo aver perso contatto Abssi, su cui pende una condanna a morte per aver ucciso un diplomatico statunitense in Giordania nel 2002.

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