Libia, Cicchitto: “Risposta politica e militare internazionale”
15 Febbraio 2015
di Redazione
“E’ evidente che il terrorismo di matrice islamica è arrivato alle porte dell’Italia entrando in un punto debole quale è la Libia, che dopo la dissennata eliminazione di Gheddafi sulla quale Prodi ha fatto oggi delle riflessioni in parte condivisibili è rimasta senza governo e senza Stato. La situazione è stata sottovalutata da tutti, per certi aspetti anche dall’Onu, non da noi che siamo stati gli unici che abbiamo mantenuto sul campo l’ambasciata e che abbiamo fatto di tutto per arrivare alla mediazione”. Lo afferma in una nota Fabrizio Cicchitto, parlamentare di Ncd. “Ma è evidente che ciò non bastava e non basta. Il primo effetto di questo vuoto politico, dai risvolti catastrofici, è stata una immigrazione crescente che ha investito l’Italia nella totale sottovalutazione dell’Europa”, spiega. “Adesso oltre all’immigrazione abbiamo in Libia l’innesto del terrorismo islamico che non a caso si rivolge direttamente all’Italia e al suo ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, al quale va la nostra solidarietà”. “In ogni caso, è indispensabile che con tutta la ponderazione necessaria e con un lavoro politico che coinvolga il più alto livello possibile di impegno dell’Onu e il coinvolgimento di una serie di Stati arabi interessati alla questione quanto noi, una risposta politica e militare di carattere internazionale vada data. Altrimenti può succedere di tutto e la Libia è in una situazione geografica strategica perché da essa si può agire da una parte sul Mali e sull’altro lato del Mediterraneo a cominciare dall’Italia”.
