Libia, liberati dopo 8 anni medico e infermiere bulgare
24 Luglio 2007
di Redazione
Liberate le cinque infermiere e il medico che erano detenuti
in Libano. L’Eliseo riferisce che sono arrivati a Sofia con un aereo della
presidenza francese. Intanto il portavoce del ministro Dimitar Tsantchev ha annunciato
che saranno tutti graziati.
L’aereo della Repubblica francese è decollato dalla Libia
con destinazione Sofia. Ad accompagnare le infermiere bulgare e il medico
palestinese naturalizzato bulgaro c’era Cecilia
Sarkozy, la moglie del presidente transalpino, che tanto si è adoperata per la loro
sorte. A bordo dell’aereo si trovavano
anche il commissario della Ue Benita Ferrero-Waldner e il segretario generale dell’Eliseo
M. Claude Gueant.
In un comunicato il presidente della Repubblica francese,
Nicolas Sarkozy, e il presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso “si
felicitano dell’accordo che ha permesso la liberazione e il ritorno in Bulgaria
delle infermiere detenute da più di otto anni e del medico di origine
palestinese”.
I sei erano infatti stati condannati all’ergastolo da un
tribunale libico con l’accusa di aver infettato con il virus dell’Aids a 438
bambini del paese, alcuni dei quali morti, nell’ospedale pediatrico di Bengasi.
In patria non dovranno scontare alcuna pena e saranno tutti graziati all’arrivo,
come ha assicurato un portavoce del ministero degli Esteri di Sofia.
Intanto la Libia ha dichiarato di aver concesso
l’estradizione delle infermiere e del medico perché “sono state soddisfatte le
nostre condizioni”.
