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L'uovo di giornata

L’impero (finto) torna sui colli fatali

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Il turismo a Roma è in rapida flessione: meno 8 per cento le presenze nel mese di maggio rispetto all'anno precedente. Non ne siamo affatto sorpresi, semmai ci sembrava inspiegabile che i turisti continuassero ad arrivare in massa nella Città eterna, viste le sue pietose condizioni. Di certo le ricette del sindaco Alemanno per invertire la tendenza non convincono nemmeno un po'.

Ne ha parlato per la precisione il vicesindaco Mauro Cutrufo, un democristiano per le autonomie. La strategia della giunta per richiamere turisti a Roma si articola in due stadi: un parco tematico sulla Roma imperiale e concerti nelle piazze. Di peggio non si poteva inventare.

Investire soldi per costruire una replica dell' antica Roma a Roma sarebbe un po' come costruire finte piramidi in Egitto, sparare neve artificiale al Polo o importare sabbia nel Sahara. Un vero colpo di genio.  Di vestigia romane la Capitale è piena, non serve costruirne di cartapesta: molto meglio investire i soldi - se ci sono - per prolungare l'ingresso al pubblico nelle aree archeologiche, restaurare le parti degradate, aprire quelle chiuse da anni per lavori, aprire librerie, centri multimediali, caffetterie dove è possibile, organizzare visite per i più piccoli, avere guide multilingue, eccetera, eccetera.

Quanto alle piazza, per carità, lasciatele in pace. Era un tipico vizio veltroniano riempire dal più piccolo slargo alla piazza più nobile di gazebi, stand, iniziative canore, concertini, mercatini, giocolieri, proiezioni, ballerini e quant'altro. Le piazze sono spazi preziosi, specie in una città come Roma, fatta, soprattutto in centro, di strade anguste e trafficate, di vicoli intricati e tortuosi. La piazza è un sollievo per lo sguardo, è il punto cui si tira il fiato, si prende aria, luce, silenzio. Lasciate che cittadini e turisti le vivano per quello che sono: limitatevi a tenerle pulite, sgombre di troppi tavolini, e con qualche panchina per chi vuol sedersi senza pagare pegno.

Basterebbe questo a far tornare i turisti a Roma. I parchi a tema lasciamoli a Las Vegas e i concerti nei teatri.

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2 COMMENTS

  1. turismo a Roma
    Il turismo a Roma ha bisogno, secondo me, di poche ma ben fatte cose. La città è sporca e va ripulita anche negli angoli dei ponti del centro. I turisti non sono polli da spennare e lasciare in pasto agli ambulanti e agli zingarelli qui tolleranza meno 1: un turista borseggiato te ne brucia altri 10 per l’anno prossimo.
    E infine prepariamo il personale dei locali frequantati dai turisti: spendete i soldi del comune per fare un corso su come si spiccicano tre parole in inglese e su come si mette un piatto in tavola.
    Infine la mia proposta semplice a dirsi ma difficile a farsi ma se non si parte non si arriva: creare la polizia turistica un organo che tuteli i turisti dai furbetti vari. se il turismo è una risorsa. Se la facesser ofunzionare sarebbe un investimento per gli anni a venire di non poco conto.

  2. una città poco accogliente
    Perfettamente d’accordo con il contenuto dell’articolo ed ancor più con il commento. Mi chiedo spesso perché mai i turisti dovrebbero tornare. Una città sporca, dove è difficilissimo muoversi, e si è continuamente “spennati” e maltrattati. Prezzi alle stelle senza alcun corrispettivo nella qualità.
    Per non parlare dell’assedio da parte di accattoni e zingarelli. Non sarà certo qualche concerto in strada a modificare una tendenza.
    Si vuole fare qualcosa di utile? Si provi a limitare il traffico dei veicoli nelle zone pedonali; si cerchi di evitare la confusione prodotta da bancarelle ed ambulanti.

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