Lo scandalo dei suk cittadini: Alemanno dica qualcosa
16 Aprile 2008
di Redazione
Piazza del Pantheon veniva definita il “salotto di Roma”. Oggi, al pari di altre piazze romane (Fontana di Trevi tra tutte) è ridotta ad un suk vergognoso, dove i romani e turisti sono costretti a zigzagare tra i tappetini dei venditori ambulanti, piazzati come una falange compatta attorno a fontane e monumenti. Oggi, per chi avesse voluto scattare una foto ricordo, non c’era angolazione possibile per evitare di inquadrare le mercanzie clandestine degli ambulanti.

Ma la cosa più sorprendente è l’atteggiamento delle forze dell’ordine davanti a questo sfacelo. Proprio stamattina passavo per la piazza ormai irriconoscibile, quando ho visto due vigili urbani fare il giro della fontana centrale con aria distaccata. Gli ambulanti non si sono allarmati più di tanto. Mentre i due agenti passavano si sono limitati a raccogliere le loro mercanzie ma senza spostarsi di un millimetro. Quando i vigili hanno finito il loro rapido giro e sono tornati in un angolo a parlottare, i venditori hanno rimesso a terra la merce come niente fosse.

Fino a qualche tempo fa, gli ambulanti scappavano con la mercanzia in spalla per poi tornare appena passata la ronda. Ora neppure più questo.
Non ho sentito nessuno dei due candidati a sindaco parlare di questa vergogna. In nessuna città europea, anche la più tollerante, una cosa simile sarebbe permessa per più di qualche secondo. Pensate a venditori ambulanti come questi a Place Vendome, Placa Mayor, o a Pariser Platz: le cianfrusaglie sarebbero sequestrate e i venditori arrestati in un battibaleno.

C’è in questo problema apparentemente minore un modo di vedere la città che attiene alla sicurezza, al decoro urbano, al rispetto per i luoghi storici, all’immagine di Roma verso chi la visita e molto altro. Quello che altrove è visto come uno scandalo a Roma è sopportato come una cosa normale: i romani non vedono memmeno più l’orrore di questi mercatini abusivi negli angoli più belli della città e i turisti li prendono come uno dei tanti, inspiegabili elementi di folcklore italiota.
Da qui al ballottaggio ci piacerebbe sentire qualcosa, almeno da Alemanno, che su questi temi dovrebbe essere più sensibile di Rutelli e del suo buonismo ecumenico.

