L’Unità e il nervovismo da voto
14 Aprile 2008
di Redazione
Per farsi un’idea dell’agitazione con cui dalle parte del loft hanno affrontato questa tornata elettorale basta dare un’occhiata all’Unità di oggi. Il faccione di Walter campeggia dappertutto – of course -, la titolazione d’apertura esorta gli indecisi a contribuire all’agognata rimonta, Gianfranco Pasquino fa risuonare la sua autorevole “ultima chiamata” accanto alla foto di Giorgio Napolitano (quello super partes) che infila la scheda nell’urna.
Ma è nelle pagine interne che l’(ex) house organ della (ex) Quercia raggiunge il massimo del contorsionismo. A pagina 7 il quotidiano diretto da Antonio Padellaro squaderna un esempio di scheda elettorale sotto il titolo “Anche oggi alle urne, ecco il vademecum” e l’indicazione “Politiche, gli esempi di voto e le avvertenze del Viminale”. L’intento sarà pure nobile: spiegare agli elettori come non sbagliare, visto l’obbrobrio di scheda che viene propinato nei seggi. Peccato che sotto la dicitura “avvertenze del Viminale” si faccia passare una sfilza di fac simile che fra le opzioni di voto possibile contemplano il Partito democratico, l’Italia dei Valori, e accanto due fantomatiche liste “C” e “D”.
A pagina 3, il giornalista e scrittore Carlo Lucarelli si lascia andare: “C’è una grande mobilitazione in giro – dice speranzoso in un’intervista -, forse ce la possiamo fare davvero…”. Trattandosi di un giallista, deve essersi fatto prendere la mano.
A pagina 2 si raggiunge il top con la descrizione della giornata esemplare di Uolter e della sua famiglia da Mulino Bianco. “La prima volta del Pd. E di Veltroni” titola a nove colonne il giornale fondato da Antonio Gramsci, raccontando il d-day dell’aspirante premier e sorvolando sulle innumerevoli “volte” precedenti che l’illusionista del loft è riuscito a far dimenticare con un colpo di spugna: almeno un paio al Campidoglio e un’altra al seguito di Romano Prodi che difatti lo nominò suo vice nel ’96.
Recita quindi il catenaccio: “Dopo il voto, il candidato va a pranzo con moglie e figlie”. Poi al cinema, a vedere un film di Zanasi che si intitola “Non pensarci”. Finalmente un consiglio sincero.
