Mafia: 14 arresti a Palermo, legami con malavita Usa

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Mafia: 14 arresti a Palermo, legami con malavita Usa

09 Agosto 2007

La polizia di Palermo ha
eseguito nel corso della notte 14 ordinanze di custodia cautelare nei confronti
di presunti appartenenti al mandamento mafioso di “Boccadifalco-Passo di
Rigano”, sospettati di avere forti legami con la mafia americana.

Lo riferiscono le forze
dell’ordine.

Tra gli arrestati,accusati a
vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio, compaiono anche
Francesco Sirchia, accusato di gestire il racket per conto della
“famiglia” Boccadifalco-Passo di Rigano e Calogero Caruso, reggente
della clan di Torretta, che avrebbe avuto un ruolo determinante nella gestione
di Lo Piccolo.

Secondo gli inquirenti, le
indagini avrebbero confermato i legami tra il clan di Torretta e la mafia di
New York, in particolare con la famiglia dei Gambino e con Frank Paul Calì, 42
anni, noto alle autorità americane e sospettato di riciclaggio di denaro
tramite le sue attività economiche nella metropoli statunitense.

I legami con la mafia
americana sarebbero da ricondursi alla fuga negli Stati Uniti di alcune
“famiglie” in seguito alla lotta all’interno dei clan dei corleonesi
degli anni Ottanta, che aveva portato all’affermazione della cosiddetta
“ala violenta”, guidata da Totò Riina.

Tra le famiglie invise a
Riina, e costrette da un patto d’onore a non tornare in Italia, c’era quella
degli Inzerillo, di Torretta.

Durante gli anni dell’esilio
negli Usa, le famiglie dei cosiddetti “scappati” avrebbero intessuto
forti rapporti economici legati anche a speculazioni immobliari con la mafia
newyorkese.

Dopo l’arresto di Riina nel
1993, il clan dei Torretta si sarebbe mosso per far rientrare le famiglie
esiliate. Il tramite con gli Stati Uniti era, secondo gli inquirenti, Vincenzo
Brusca, 63 anni, arrestato nel 2005 e sostituito al comando da Caruso, arrestato
questa notte.

Secondo le indagini, Brusca
aveva rapporti con il presunto esponente delle famiglie americane Salvatore
Badalamenti e nei suoi viaggi a New York faceva da intermediario per alcune
speculazioni immobiliari nell’area di Brooklyn.

Le indagini hanno portato
anche all’arresto di alcuni insospettabili funzionari del comune di Torretta
alle porte di Palermo: Benedetto Dragotto, ex capo dell’ufficio tecnico del
Comune e Rosario Bordonaro, che insieme a Dragotto, secondo gli inquirenti
avrebbe “agevolato” la concessione di licenze edili e manipolava gli
appalti a favore del clan mafioso.

L’operazione, condotta dalla
squadra mobile del capoluogo siciliano in collaborazione con la direzione
distrettuale antimafia (Dda), era mirata a catturare Lo Piccolo, che è riuscito
a scappare in tempo.

Il blitz è avvenuto nel
corso delle prime ore dell’alba, ed arriva dopo mesi di indagini che, grazie
all’utilizzo di intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno permesso di
ricostruire la rete di rapporti gestita dal mandamento mafioso di
“Boccadifalco-Passo di Rigano”.