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Mafia: 14 arresti a Palermo, legami con malavita Usa

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La polizia di Palermo ha eseguito nel corso della notte 14 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di presunti appartenenti al mandamento mafioso di "Boccadifalco-Passo di Rigano", sospettati di avere forti legami con la mafia americana.

Lo riferiscono le forze dell'ordine.

Tra gli arrestati,accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio, compaiono anche Francesco Sirchia, accusato di gestire il racket per conto della "famiglia" Boccadifalco-Passo di Rigano e Calogero Caruso, reggente della clan di Torretta, che avrebbe avuto un ruolo determinante nella gestione di Lo Piccolo.

Secondo gli inquirenti, le indagini avrebbero confermato i legami tra il clan di Torretta e la mafia di New York, in particolare con la famiglia dei Gambino e con Frank Paul Calì, 42 anni, noto alle autorità americane e sospettato di riciclaggio di denaro tramite le sue attività economiche nella metropoli statunitense.

I legami con la mafia americana sarebbero da ricondursi alla fuga negli Stati Uniti di alcune "famiglie" in seguito alla lotta all'interno dei clan dei corleonesi degli anni Ottanta, che aveva portato all'affermazione della cosiddetta "ala violenta", guidata da Totò Riina.

Tra le famiglie invise a Riina, e costrette da un patto d'onore a non tornare in Italia, c'era quella degli Inzerillo, di Torretta.

Durante gli anni dell'esilio negli Usa, le famiglie dei cosiddetti "scappati" avrebbero intessuto forti rapporti economici legati anche a speculazioni immobliari con la mafia newyorkese.

Dopo l'arresto di Riina nel 1993, il clan dei Torretta si sarebbe mosso per far rientrare le famiglie esiliate. Il tramite con gli Stati Uniti era, secondo gli inquirenti, Vincenzo Brusca, 63 anni, arrestato nel 2005 e sostituito al comando da Caruso, arrestato questa notte.

Secondo le indagini, Brusca aveva rapporti con il presunto esponente delle famiglie americane Salvatore Badalamenti e nei suoi viaggi a New York faceva da intermediario per alcune speculazioni immobiliari nell'area di Brooklyn.

Le indagini hanno portato anche all'arresto di alcuni insospettabili funzionari del comune di Torretta alle porte di Palermo: Benedetto Dragotto, ex capo dell'ufficio tecnico del Comune e Rosario Bordonaro, che insieme a Dragotto, secondo gli inquirenti avrebbe "agevolato" la concessione di licenze edili e manipolava gli appalti a favore del clan mafioso.

L'operazione, condotta dalla squadra mobile del capoluogo siciliano in collaborazione con la direzione distrettuale antimafia (Dda), era mirata a catturare Lo Piccolo, che è riuscito a scappare in tempo.

Il blitz è avvenuto nel corso delle prime ore dell'alba, ed arriva dopo mesi di indagini che, grazie all'utilizzo di intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno permesso di ricostruire la rete di rapporti gestita dal mandamento mafioso di "Boccadifalco-Passo di Rigano".

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