Mafia. Condannati dopo nove anni i boss Lo Piccolo per omicidio Tocco

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Mafia. Condannati dopo nove anni i boss Lo Piccolo per omicidio Tocco

19 Giugno 2009

Tre ordini di custodia cautelare sono stati notificati ai boss Sandro e Salvatore Lo Piccolo e Damiano Mazzola. Ai tre viene contestato il reato di sequestro di persona ed omicidio. La Polizia, infatti, ha fatto piena luce su un omicidio di mafia, commesso nove anni fa a Terrasini, nel palermitano. La vittima era Giampiero Tocco, scomparso il 26 ottobre del 2000. I provvedimenti, emessi dal gip su richiesta della locale Dda, derivano da una complessa attività investigativa condotta dalla Squadra mobile anche a riscontro delle dichiarazioni rese dai più recenti collaboratori di giustizia, che ha permesso di ricostruire la vicenda. Tocco venne prelevato dalla propria auto, mentre era in compagnia della figlia da falsi appartenenti alle forze dell’ordine che simularono un controllo. L’uomo venne condotto in una abitazione di Torretta e ‘interrogatò sull’omicidio di Giuseppe Di Maggio, figlio del boss di Cinisi Procopio, avvenuto poco tempo prima. Poi venne strangolato e il suo corpo sciolto nell’acido.

Un contributo determinante alla risoluzione del caso è stata dato anche dal disegno fatto dalla figlia di Tocco. La bimba, che all’epoca aveva 7 anni, è stata testimone oculare del sequestro. La piccola, infatti, si trovava in macchina con il padre quando i sicari lo hanno prelevato dall’auto, fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine, lo hanno fatto salire su un’altra vettura e lo hanno condotto in un’abitazione di Torretta. La piccola, lasciata da sola nell’autovettura, perchè "non potevamo perdere tempo", spiegano i collaboratori di giustizia, ha ricostruito la dinamica del rapimento in un disegno, fatto per gli investigatori, che stavano indagando sulla scomparsa del padre. Il disegno, in cui si vede un’auto della Polizia con tanto di paletta, è rimasto segreto, ma i collaboratori di giustizia Gaspare Pulizzi e Francesco Briguglio hanno fornito elementi di prova e una ricostruzione dei fatti perfettamente coincidente con quanto disegnato dalla piccola. A decidere il rapimento di Tocco, secondo quanto riferito dai collaboratori di giustizia, sarebbe stato proprio Salvatore Lo Piccolo per dare una risposta immediata all’omicidio di Giuseppe Di Maggio, figlio del boss di Cinisi Procopio, il cui cadavere fu trovato in mare. Il rapimento di Tocco fu organizzato nei minimi particolari e Briguglio e Pulizzi per giorni studiarono gli spostamenti della vittima. Dopol’interrogatorio condotto personalmente dal boss Salvatore Lo Piccolo, Toccofu strangolatoda Sandro Lo Piccolo e successivamente portato in un terrenoincontrada Dominici a Carini per essere sciolto nell’acido.

Secondo Briguglio a decidere della morte di Di Maggio fu Bernardo Provenzano, una circostanza che trova conferma nelle parole dello stesso Tocco che al boss Lo Piccolo, che gli chiedeva notizie sulla sparizione del figlio del boss di Cinisi, Tocco rispose che era stato deciso da "persone in alto". "Con quest’operazione – ha detto durante la conferenza stampa il procuratore aggiunto Antonio Ingroia, che ha coordinato le indagini – è stato inferto un altro duro colpo all’impunità del clan di Salvatore e Sandro Lo Piccolo, fino a qualche tempo fa leader indiscussi di Cosa Nostra e pronti alla scalata dei vertici della mafia. L’omicidio sui cui si è fatta luce si inquadra in un momento in cui il gruppo Lo Piccolo costruiva un nuovo assetto di potere nel dopo Provenzano. I successivi colpi inferti alla mafia hanno consentito di fermare questa scalata e di decapitare i vertici e portare all’attuale situazione di polverizzazione delle gerarchie di Cosa nostra".