Mafia. Doppio colpo alla criminalità: arrestati i latitanti Franco Li Bergolis e Roberto Cima

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Mafia. Doppio colpo alla criminalità: arrestati i latitanti Franco Li Bergolis e Roberto Cima

26 Settembre 2010

È stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Foggia e dei Ros Franco Li Bergolis, di 32 anni, di Manfredonia, superlatitante della mafia garganica e condannato all’ergastolo in primo e secondo grado. Era inserito nell’elenco dei 30 più pericolosi latitanti d’Italia.

Franco Li Bergolis era latitante da un paio di anni, dopo che nell’estate del 2008 era stato scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare nel maxi-processo alla mafia garganica. Il processo si è concluso poi per lui con una condanna all’ergastolo il 7 marzo del 2009 dalla corte di assise di Foggia e il 15 luglio 2010 dalla corte di assise di appello di Bari.

Benché abbia solo 32 anni, è considerato ormai al vertice della mafia garganica, a maggior ragione dopo gli ultimi cruenti agguati che nel giro di poco più di un anno hanno eliminato un paio dei capi storici dei clan garganici e dopo che il 30 agosto scorso è morto l’ultimo capoclan dei Romito, un tempo strettamente alleati dei Li Bergolis e da qualche anno in guerra con loro. Nell’ambito di questa guerra dall’aprile del 2009 a oggi si contano sei omicidi e due agguati falliti.

L’ultimo omicidio è stato compiuto a Manfredonia il 30 giugno 2010: venne ucciso Leonardo Clemente, nonno del veccgio capoclan dei Li Bergolis, ‘Ciccillò, ucciso il 26 ottobre 2009 a Monte Sant’Angelo. Pochi giorni dopo l’ultimo cruento agguato, il 12 luglio scorso si svolse a Manfredonia un vertice sulla sicurezza presieduto dal ministro dell’interno, Roberto Maroni.

Il Ros dei carabinieri di Genova ha inoltre arrestato in Francia Roberto Cima, considerato uno dei latitanti più pericolosi d’Italia legato alla ‘ndrangheta calabrese operante nel Ponente ligure. Su Roberto Cima pende una condanna della Corte d’assise d’appello di Milano a 21 anni di reclusione per l’omicidio, avvenuto nel 1989 a Ventimiglia, di Aurelio Corica. Cima, insieme ad un complice, Maurizio Chiappa, uccise l’uomo nell’ambito della ‘guerrà in atto, a cavallo tra il 1980 e il 1990, tra le famiglie criminali calabresi presenti in provincia di Imperia per il controllo del traffico di sostanze stupefacenti. Nel processo di primo grado i due imputati erano stati assolti, dopo la ritrattazione dei testimoni, ma l’ostinazione degli investigatori consentì, anche con le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, di presentare un quadro probatorio che portò alla condanna definitiva di entrambi, resisi latitanti dalla fine del 2003, quando la sentenza divenne esecutiva. Chiappa, 55 anni, è stato arrestato nel 2008 in Costa Azzurra.

"Altri due pericolosi latitanti sono stati assicurati alla giustizia. Adesso ne mancano solo 3 all’appello dei 30 più pericolosi". Lo dichiara il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, dopo l’arresto di Franco Li Bergolis e di Roberto Cima ricordando che dal maggio 2008 ad oggi sono 27 i superlatitanti arrestati.