Mafia. Le mani dei boss sull’eolico: arrestati politici e imprenditori

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Mafia. Le mani dei boss sull’eolico: arrestati politici e imprenditori

17 Febbraio 2009

I boss mafiosi avrebbero messo le mani sulla realizzazione dei parchi eolici in Sicilia. È quanto emerge dall’inchiesta che stamani ha portato all’arresto di imprenditori e politici trapanesi. Si tratta di otto provvedimenti cautelari emessi dal gip del tribunale di Palermo, Antonella Consiglio, su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia, Piero Padova e Gino Cartosio.

Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Reparto operativo di Trapani e dagli agenti della polizia di Stato in servizio alla Squadra mobile di Trapani. L’indagine mette in luce le dinamiche politiche e imprenditoriali che si sarebbero formate in questi anni per la realizzazione di "parchi eolici" in Sicilia, in particolare nel trapanese.

L’operazione antimafia che stamani ha portato all’arresto di otto persone, fra cui anche un imprenditore di Trento, si basa sui risultati delle indagini condotte da polizia e carabinieri di Trapani su una serie di progetti per la realizzazione di vari impianti eolici nel Trapanese.

L’indagine è stata denominata "Eolo", ed analizza le dinamiche politiche e imprenditoriali che, in particolare, hanno spinto l’amministrazione comunale di Mazara del Vallo (ma anche altre amministrazioni locali) a optare per un programma di progressiva espansione dell’energia eolica. Alla base dell’inchiesta vi è un’imponente attività d’intercettazione.

Il risultato più rilevante consiste nell’aver appurato che l’attività illegale di imprenditori e politici avrebbe avuto un imprimatur mafioso. I boss avrebbero controllato gli affari sull’energia alternativa, anche mediante l’affidamento dei lavori necessari per la realizzazione degli impianti eolici (scavi, movimento terra, fornitura di cemento e di inerti) per un affare di centinaia di milioni di euro ai quali si aggiungono, per la stessa entità, gli ingenti finanziamenti regionali di cui le imprese hanno beneficiato.

Fra le persone arrestate c’è un consigliere comunale di Mazara del Vallo, Vito Martino, 41 anni, di Forza Italia, che è stato anche assessore comunale. Gli altri provvedimenti cautelari riguardano Giovan Battista Agate, di 66 anni, pregiudicato di Mazara del Vallo, fratello del boss Mariano Agate; Melchiorre Saladino, di 60, imprenditore di Salemi (Trapani), ritenuto vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro, attraverso il quale il capomafia controllava gli affari sull’emergia eolica; Giuseppe Sucameli, mazarese di 60 anni, già architetto del Comune di Mazara del Vallo, attualmente detenuto per associazione mafiosa.

Il gip ha concesso gli arresti domiciliari a Baldassare Campana, mazarese di 60 anni, responsabile dello sportello unico attività produttive del comune di Mazara del Vallo; Antonino Cottone, mazarese di 73, imprenditore e gestore della "Calcestruzzi Mazara"; Antonio Aquara, di 50, imprenditore di Ottati (Salerno).

Per l’operazione "Eolo", sono stati impegnati oltre cento tra poliziotti e carabinieri, per arresti eseguiti in provincia di Trapani (Mazara del Vallo, Marsala, Trapani e Castelvetrano), a Sala Consilina (Salerno) e a Trento.