Home News Mafia. Sms a “Quelli che il calcio” diretti a boss

Mafia. Sms a “Quelli che il calcio” diretti a boss

0
3

Sms inviati alla trasmissione televisiva "Quelli che il calcio" per comunicare messaggi cifrati ai boss detenuti al 41 bis: è quanto ha riferito l'ex procuratore nazionale antimafia aggiunto, Enzo Macrì, nel corso di un'audizione alla Commissione parlamentare antimafia. Macrì, secondo quanto scrive il Quotidiano della Calabria, ha detto che la segnalazione circa l'invio di sms apparentemente innocenti che in realtà rappresentavano messaggi per i boss è giunta alla Procura nazionale antimafia da un carcere ed è adesso oggetto di approfondimenti investigativi.

I responsabili di 'Quelli che il calcio', è stato precisato dal magistrato, sono totalmente all'oscuro dell'utilizzo improprio della possibilità di inviare gli sms alla trasmissione che vengono pubblicati attraverso un rullo che scorre sul video. L'audizione nel corso della quale Macrì ha fatto la segnalazione risale allo scorso mese di maggio. Oggetto del colloquio di Macrì, delegato dal procuratore nazionale, Piero Grasso, con la Commissione antimafia è stata la situazione dei detenuti al 41 bis di cui il magistrato, oggi Procuratore generale ad Ancona, era responsabile per la Dna. "Certo - ha detto Macrì all'ANSA - quello degli sms alle trasmissioni televisive, e nel caso specifico a 'Quelli che il calciò, è solo uno degli strumenti che vengono utilizzati per inviare messaggi ai detenuti al 41 bis. Messaggi che i boss recepiscono ed interpretano attraverso il loro contenuto ed il mittente. Si tratta di messaggi dal contenuto spesso banale che, in realtà, nascondono importanti 'comunicazioni di serviziò ai boss".

"Con riferimento alla possibilità che la criminalità organizzata utilizzi la rubrica sms di popolari trasmissioni televisive per trasmettere messaggi in codice ai capi clan", il ministro della Giustizia Angelino Alfano precisa che "le informazioni, riferite dalla Procura nazionale Antimafia alla commissione parlamentare Antimafia nel corso dell'audizione dello scorso maggio, altro non sono se non i contenuti di una informativa del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che aveva segnalato il pericolo alla Dna e contestualmente allertato le direzioni degli istituti penitenziari a porre la massima attenzione al fenomeno".

In particolare, "la segnalazione del Dap, poi ripresa dalla Dna e richiamata nelle odierne notizie di stampa, riguarda un episodio del dicembre 2009, relativo a un singolo detenuto, al quale un familiare, nella corrispondenza sottoposta a censura, preannunciava la possibilità di inviare un messaggio sms durante la trasmissione 'Quelli che il calcio'. Da qui, l'allertamento preventivo del Dap e la comunicazione agli organi giudiziari per gli accertamenti e le iniziative di loro competenza". In passato, conclude Alfano, "sempre dal Dap è stata posta specifica e puntuale attenzione alla possibilità di elusione del divieto di comunicare con l'esterno. A tale scopo sono state disattivate, ai detenuti sottoposti al regime di 41bis, le schede video per l'accesso al servizio televideo e vietata la diffusione di periodici locali che riportavano dettagliate ricostruzioni di vicende criminali con la possibilità di celare messaggi individuali. Anche di tali iniziative sono stati informati la Dna e gli organi giudiziari competenti".

In relazione alla notizia sul possibile utilizzo degli sms mandati in onda nel corso della trasmissione Quelli che il calcio dalle organizzazioni criminali per scambiarsi messaggi, la Rai precisa in una nota che "Raitrade ha affidato alla società NeoNetwork la gestione del controllo degli sms. Tale società - spiega l'azienda - opera il controllo attraverso un software che elimina tutte le espressioni volgari e attraverso un operatore che sceglie, o in base al contesto del programma oppure su indicazione degli autori, gli sms da mandare in onda". Viale Mazzini precisa inoltre che "nell'arco della stagione arrivano oltre 200mila messaggi di cui solo lo 0,0010 per cento viene utilizzato. Questi ultimi, poi, vengono storicizzati e conservati per un periodo di sei mesi".

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here