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Maltempo. In tilt il tratto Firenze-Arezzo dell’A1 per neve: auto bloccate da ieri

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È ancora di forte disagio la situazione sul tratto toscano dell'A1, che tra Firenze e Arezzo è ancora chiuso. Chiuse anche tutte le entrate in Autosole tra Roncobilaccio e il Valdarno.

Sono in corso le operazioni per cercare di sbloccare le centinaia di automobilisti rimasti intrappolati da ieri sull'autostrada. Ci sono sul posto operatori della Protezione Civile e volontari che stanno portando da ieri sera generi di conforto, coperte, cibi e bevande calde a chi è rimasto bloccato sull'A1.

A bloccare l'autostrada sono stati, ieri, alcuni camion e autoarticolati senza catene, che si sono messi di traverso, sbarrando le carreggiate. Per quanto riguarda il trasporto aereo, infine, è sempre chiuso l'aeroporto fiorentino "Amerigo Vespucci", che i tecnici contano di riaprire in giornata.

Intanto, è da poco ripresa la circolazione dei treni nella stazione di Firenze Santa Maria Novella. Era bloccata da ieri a causa delle forti nevicate. I tecnici delle Fs - conclude la nota di Ferrovie dello Stato - hanno lavorato ininterrottamente nel corso della notte per ripulire dalla neve binari e scambi e consentire il ritorno alla normalità.

"I disagi e le nevicate erano state ampiamente segnalate in maniera puntuale precisa e dettagliata dalla Protezione civile con una dettagliatissima circolare a tutti gli enti. Se fossero state seguire non ci saremmo trovati in questa situazione". A lanciare l'accusa è il capo della protezione civile Franco Gabrielli dopo l'ondata di maltempo che ha spaccato in due l'Italia. C'è stato - poi aggiunge - un "sistematico disinteresse degli italiani che si sono messi in auto senza attrezzature adeguate". 

"Verrà il momento di fare la somma delle responsabilità, ma quel che è chiaro fin da ora - dice Gabrielli - è che la situazione meteo era stata ampiamente segnalata dalla Protezione civile". Il capo della Protezione civile ricorda che il 14 dicembre è stata fatta una "dettagliatissima circolare a tutti gli enti" una sorta di vademecum sui comportamenti da tenere che "se fossero stati seguiti non ci si sarebbe trovati in questa situazione". E "la tragicità di queste vicende - aggiunge Gabrielli - è la loro ciclicità ma stavolta nessuno può dire che non erano state previste". Colpe ne hanno però anche gli italiani, perché "c'è un sistematico disinteresse - sottolinea il capo della Protezione civile - ci sono automobilisti e soprattutto camion che sono entrati in autostrada senza essere adeguatamente attrezzati. Quando poi questi mezzi si intraversano si crea disagio per molti con una responsabilità di pochi". Gabrielli ribadisce che c'è alla base un problema culturale anche se non è questo il momento di fare bilanci in quanto ci sono ancora centinaia di persone bloccate nelle neve. "Arriverà il momento di parlare delle responsabilità per confrontarci su cosa è stato fatto e su cosa no. Certo - conclude - che fare previsioni dettagliate non serve se poi c'è un sistematico disinteresse".

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