Manganelli: “Clandestini  minacciano la sicurezza”

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Manganelli: “Clandestini minacciano la sicurezza”

03 Luglio 2007

Antonio Manganelli, nella sua prima
uscita pubblica da nuovo capo della polizia davanti alla commissione Affari
costituzionali, ha confermato che la politica dell’immigrazione seguita dal
governo fino ad oggi sta facendo crescere nel Paese in maniera esponenziale la
sensazione d’insicurezza, soprattutto nel nord Italia. E’ da temere, nondimeno, il “terrorismo fai da te”.

“Ci preoccupa la situazione del Nord
Italia dove la criminalità legata all’immigrazione clandestina è una realtà”,
ha affermato Manganelli. I dati indicano, infatti, che oltre “la metà dei reati
commessi nelle regioni del Nord sono di stranieri, nella stragrande maggioranza
clandestini”.

Quanto
al terrorismo, il capo della polizia ha sostenuto che teme “l’artigianato
locale” perché più invisibile, più difficile da scoprire e combattere, ma “non
meno pericolosa espressione di Al Qaeda’’.

Per
Manganelli la multinazionale del terrore è un “logo, una matrice”, utilizzati
dai gruppi presenti in molti paesi per mettere “in piedi forme di aggressioni
all’Occidente e ai sui principi”. Per questo “il terrorista fai da te è
pericoloso, perché i suoi esplosivi sono pericolosi quanto quelli dei
terroristi super addestrati”. Lo conferma la scelta dei “terroristi fai da te”
per gli ultimi attentati nel Regno Unito di “utilizzare liquidi infiammabili e
bombole, che non sono illegali e che messi insieme fanno danni seri comporta
per i terroristi un metodo molto conveniente di compiere l’attentato”. Quanto
alla lotta a “Cosa Nostra”, Manganelli ha detto che il rientro dagli Usa degli
“scappati”, dei mafiosi, cioè, fuggiti oltre Oceano negli anni ottanta per
sopravvivere alle guerre di mafia, potrebbe nascondere una profonda
ristrutturazione del potere delle famiglie mafiose siciliane, costrette al turn
over dai successi dello Stato ottenuti nell’ultimo decennio.