Maroni: “Nel caso Ruby la Polizia ha applicato le procedure di legge”

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Maroni: “Nel caso Ruby la Polizia ha applicato le procedure di legge”

09 Novembre 2010

Nella vicenda Ruby la "polizia ha confermato doti di professionalità ed equilibrio personale ed ha applicato con assoluta correttezza le procedure di legge". Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, riferendo in Aula al Senato sul comportamento della questura di Milano nelle giornate del 27 e 28 maggio scorsi.

In base alle procedure e alle indicazioni fornite dal pm di turno presso il tribunale dei minorenni, ha riferito Maroni riferendosi al fermo di Ruby, accusata di aver sottratto tremila euro e altri oggetti preziosi a una ragazza che l’aveva ospitata, "venivano svolti tutti gli accertamenti per l’identificazione" di Karima el Maroug. Dopo la fotoregistrazione si è passati all’identificazione. "Tutto ciò è avvenuto prima della telefonata che il capo di gabinetto ha ricevuto intorno alle 23 sul suo cellulare di servizio, da parte di uno dei responsabili del dispositivo di sicurezza del presidente del Consiglio che gli passava poi al telefono il presidente stesso. Nel corso delle telefonata il presidente Berlusconi ha chiesto informazioni in merito all’accompagnamento presso la questura di una ragazza di origine nord africana che gli sarebbe stata in precedenza segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak".

"Dopo circa un’ora, intorno alle 24, l’addetto alla sicurezza richiamava di nuovo sul cellulare il capo di gabinetto chiedendo ulteriori informazioni sulla vicenda. Gli venne risposto che gli accertamenti erano ancora in corso, secondo le indicazioni del pm del Tribunale dei minorenni. Nel frattempo – ha continuato Maroni – giungeva in questura il consigliere regionale Nicole Minetti che riferiva di conoscere la ragazza, assicurando la disponibilità a prendersi cura della stessa".

Intnato torna a parlare Noemi Letizia. "Ruby dice di avermi vista a una festa ad Arcore? Non so che cosa abbia in testa, ma io nell’ultimo anno non sono stata lì. Ha qualche mia fotografia? Se dice certe cose deve provarle: potrei querelarla. Ad Arcore ci sono stata, ma solo con mamma e papà e prima del compleanno a Casoria". Così Noemi Letizia in un’intervista. La ragazza parla delle feste nelle residenze del premier, al centro delle indagini: "Ma quale sesso e droga. Si cena e basta: come andare al ristorante. Io ci sono stata con i miei genitori e anche quando sono andata da sola, a Villa Certosa, ho partecipato a una cena tranquillissima, normale. Nessun dopocena". "Il bunga bunga? È solo una barzelletta. Anche mio padre la conosce a memoria".