Mastella ha preso il volo
14 Settembre 2007
di Redazione
Il 3 dicembre 1991, il capo dello staff della Casa Bianca,
John H.Sununu rassegnò le sue dimissioni nelle mani dell’allora presidente, George
H.W. Bush. I giornali infatti rivelarono che Sununu aveva usato abusivamente un
volo di stato per andare a sciare con un suo potente finanziatore. Con l’occasione
Sununu aveva anche fatto una sosta a Boston per farsi vedere dal dentista.
L’ex governatore del New Hampshire si difese chiamando in
causa la sicurezza nazionale e sostenendo che la sua missione era in parte
ufficiale dovendo egli promuovere una fondazione voluta dal presidente. Lasciando
forse intendere che Bush poteva essere il bersaglio occulto della polemica.
Le difese di Sununu non ressero alla campagna giornalistica
che per giorni parlò del caso chiamandolo “Air Sununu”. Alla fine arrivarono le dimissioni, offerte e
accettate senza tante cerimonie. Sununu rimborsò anche l’erario americano con
un assegno di 47.000 dollari.
Il caso Mastella, che ha preso un volo di Stato per andare a
vedere il Gran premio a Monza, è davvero molto simile. Il ministro della
Giustizia evoca il complotto: attaccano me per colpire Prodi, poi dice che lo
hanno invitato per premiare il terzo
arrivato e quindi c’era di mezzo un incarico ufficiale, perché “l’automobilismo
è un fattore trainante dell’economia italiana”; poi spiega che il volo era di
Stato per motivi di sicurezza e che il figlio lo aveva portato perché tanto,
una volta concesso il volo, uno più uno meno non fa differenza.
Le somiglianze tra le due vicende però finiscono qui. Alla
versione italica dello scandalo mancano come sempre due cose: le dimissioni e l’assegno.
